Il 19 maggio 2026, durante la 79esima Assemblea mondiale della sanità, è stato presentato un rapporto allarmante redatto dal Global Preparedness Monitoring Board (Gpmb), un organismo sostenuto dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dal Gruppo Banca mondiale. Questo documento, intitolato “Un mondo sull’orlo del baratro: priorità per un futuro resiliente alle pandemie”, mette in evidenza la crescente vulnerabilità del pianeta di fronte a nuove crisi sanitarie. Gli esperti avvertono che il rischio di pandemie sta superando gli investimenti fatti per la loro prevenzione e gestione.
Il rapporto sottolinea che, a dieci anni dall’epidemia di Ebola del 2014-2016, che ha rivelato gravi lacune nella preparazione globale, e sei anni dopo l’insorgere del Covid-19, le evidenze indicano chiaramente che “il mondo non è più al sicuro dalle pandemie”. Le conseguenze di queste emergenze sanitarie non si limitano alla salute pubblica, ma si estendono a settori economici e sociali, minando la fiducia nelle istituzioni e nei governi.
Il contenuto del rapporto
Il rapporto analizza un decennio di emergenze sanitarie pubbliche di rilevanza internazionale dichiarate dall’Oms, tra cui l’Ebola, il Covid e il Mpox. Gli autori evidenziano che, nonostante alcuni progressi nella preparazione, il mondo sta retrocedendo in termini di accesso equo a diagnostica, vaccini e terapie. Ad esempio, i vaccini contro il Mpox sono stati distribuiti ai Paesi a basso reddito quasi due anni dopo l’inizio dell’epidemia, un ritardo maggiore rispetto ai 17 mesi necessari per i vaccini anti-Covid. Le crisi sanitarie hanno avuto un impatto devastante non solo sulla salute, ma anche sulla fiducia sociale e sulle norme democratiche, aggravando la polarizzazione e i conflitti politici.
Il rischio di una nuova pandemia
Il Gpmb avverte che il rischio di una nuova pandemia è “reale e a breve termine”, colpendo un mondo più diviso e indebitato rispetto a dieci anni fa. Gli esperti sottolineano che, senza una governance adeguata, le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, potrebbero non migliorare la preparazione, ma piuttosto aumentare le disuguaglianze già esistenti. La co-presidente del Gpmb, Kolinda Grabar-Kitarovic, ha dichiarato che le soluzioni esistono, ma senza fiducia e equità, non raggiungeranno le persone più vulnerabili.
Il rapporto identifica tre priorità fondamentali per i leader politici: istituire un meccanismo di monitoraggio permanente per il rischio pandemico, garantire un accesso equo a vaccini e trattamenti e assicurare finanziamenti adeguati per la preparazione e la risposta alle emergenze. Joy Phumaphi, co-presidente del Gpmb, ha avvertito che la preparazione non è solo una questione tecnica, ma una prova di leadership politica, sottolineando l’importanza di un accordo globale sulle pandemie che possa rafforzare la cooperazione tra i Paesi.
Il 2026 si preannuncia cruciale, con i governi che lavorano per finalizzare l’Accordo Oms sulle pandemie e per elaborare una dichiarazione politica delle Nazioni Unite sulla prevenzione e la risposta alle emergenze sanitarie.
