La parassitologa Sara Epis dell’Università Statale di Milano ha recentemente rilasciato un’intervista in cui mette in guardia sui rischi legati al flebotomo, un insetto che diventa particolarmente attivo nei mesi estivi, da maggio a settembre. Con l’innalzamento delle temperature e il cambiamento climatico, la presenza di questo insetto si sta diffondendo anche in aree dove in passato non era comune.
Il flebotomo e le malattie trasmesse
Il flebotomo, noto anche come pappatacio, è un piccolo insetto che può essere un vettore di infezioni gravi come la leishmaniosi e il Toscana virus. Recentemente, il cantautore Tommaso Paradiso ha dovuto annullare alcuni concerti estivi a causa di una convalescenza legata proprio a quest’ultima malattia. La dottoressa Epis sottolinea l’importanza di informare il pubblico su questo tema, chiarendo che non sono le zanzare a trasmettere il patogeno, ma questi minuscoli insetti. Le specie principali coinvolte nella trasmissione del Toscana virus sono il Phlebotomus perniciosus e il Phlebotomus perfiliewi, le quali si stanno diffondendo progressivamente anche nel Nord Italia.
Diffusione del Toscana virus in Italia
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il Toscana virus non è limitato alla regione Toscana, dove è stato isolato per la prima volta. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, i casi di infezione si registrano anche in altre regioni, sia del Centro che del Sud Italia. La Lombardia, in particolare, ha visto un aumento dei casi di Toscana virus, un fenomeno che può essere attribuito agli effetti del cambiamento climatico. La dottoressa Epis evidenzia che, sebbene la viremia nell’uomo sia bassa, i flebotomi sono i principali responsabili della trasmissione del virus. La ricerca attuale si sta concentrando sulla possibilità di ulteriori serbatoi animali che potrebbero contribuire alla diffusione della malattia.
Ricerca e sorveglianza sui flebotomi
Il gruppo di ricerca guidato dalla dottoressa Epis è attualmente impegnato in campionamenti sui flebotomi in aree periurbane del Nord Italia, dove si stanno cercando sia il Toscana virus che la Leishmania. Questi campionamenti sono parte di un progetto più ampio che coinvolge anche altri istituti di ricerca, come quelli zooprofilattici sperimentali del Veneto e dell’Emilia-Romagna. Durante le attività di sorveglianza, sono stati già rilevati casi di Toscana virus in alcuni pool di flebotomi, segnalando la necessità di una maggiore attenzione a questa problematica.
Prevenzione delle punture di flebotomo
La dottoressa Epis avverte che il flebotomo è un insetto poco conosciuto e difficile da individuare, essendo molto più piccolo delle zanzare e dotato di un volo silenzioso. Per proteggersi dalle punture, è consigliabile utilizzare repellenti e installare zanzariere a maglie fini nelle abitazioni. Questo insetto è particolarmente attivo nel tardo pomeriggio e durante la notte, ma nei climi più temperati può essere presente anche fino a ottobre, a seconda delle condizioni meteorologiche. La dottoressa conclude sottolineando l’importanza di essere consapevoli della presenza di questi insetti e di adottare misure preventive per evitare infezioni.
