Pazienti informati sul rischio di recidiva del cancro al seno, ma solo 1 su 4 partecipa attivamente alle cure

Il mese di ottobre 2026 evidenzia il divario tra consapevolezza e coinvolgimento attivo delle donne nel percorso terapeutico per il tumore al seno, secondo uno studio di Novartis Italia.

Il mese di ottobre del 2026 si è aperto con un focus particolare sulla salute femminile, in particolare sul tumore al seno, in occasione del Breast Cancer Awareness Month. In questo contesto, uno studio condotto da Novartis Italia in collaborazione con Iqvia ha coinvolto 148 donne affette da tumore Hr+/Her2- in fase iniziale, rivelando un significativo divario tra la consapevolezza delle pazienti e il loro coinvolgimento attivo nel percorso terapeutico.

Il contesto della ricerca

La ricerca si inserisce in un periodo cruciale per la sensibilizzazione riguardo al tumore al seno, un tema che assume particolare rilevanza nel mese di ottobre. La diagnosi di questa malattia non segna la fine del percorso di cura per molte donne, ma richiede una continua informazione e comprensione del proprio stato di salute. Il campione di pazienti esaminato ha mostrato una buona consapevolezza riguardo alla malattia, ma le interazioni con i medici non sempre si traducono in un dialogo attivo. Solo il 25% delle partecipanti ha riferito che le decisioni terapeutiche sono state discusse in modo condiviso con il proprio medico, evidenziando una necessità di miglioramento nella comunicazione e nel coinvolgimento delle pazienti.

Statistiche e impatto del tumore al seno in Italia

In Italia, circa 54.000 nuovi casi di tumore al seno vengono diagnosticati annualmente, e attualmente circa 925.000 donne vivono dopo una diagnosi. Tra le pazienti con tumore Hr+/Her2-, che rappresentano circa il 70% dei casi, il rischio di recidiva rimane elevato anche a distanza di anni dalla diagnosi. Le terapie adiuvanti sono fondamentali per ridurre questo rischio e accompagnano le donne nel lungo periodo post-operatorio. Angela Toss, oncologa presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, sottolinea l’importanza di un dialogo continuo tra pazienti e team medico, per garantire che ogni donna possa esprimere le proprie preoccupazioni e chiarire i dubbi riguardo alle opzioni terapeutiche.

Risultati e prospettive future

Dallo studio emerge che circa l’80% delle pazienti è consapevole della possibilità di recidiva del tumore, ma solo un quarto di esse conosce il proprio rischio individuale. Nonostante la maggioranza delle donne si senta ascoltata dai medici, spesso la fiducia si traduce in una delega delle decisioni piuttosto che in un coinvolgimento attivo. Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia, evidenzia i progressi compiuti nel rafforzare il legame di fiducia tra pazienti e medici, mentre sottolinea l’importanza di un ulteriore passo verso una maggiore partecipazione delle donne nelle decisioni riguardanti la loro salute.

Iniziative di supporto e sensibilizzazione

Novartis ha avviato la campagna “Facciamo Squadra”, in collaborazione con varie associazioni di pazienti, per promuovere la consapevolezza riguardo al rischio di recidiva e facilitare un dialogo più aperto tra pazienti e medici. La campagna offre materiali informativi e strumenti per supportare le donne nel prepararsi ai colloqui con il team curante. Chiara Gnocchi, Communications & Patient Advocacy Head di Novartis Italia, ha dichiarato che l’obiettivo è creare un ecosistema in cui ogni donna possa trovare informazioni affidabili e il supporto necessario per esprimere le proprie priorità.

Il messaggio chiave di questa iniziativa è chiaro: è fondamentale che le donne che affrontano il tumore al seno possano contare su un dialogo aperto e su un coinvolgimento attivo nelle decisioni terapeutiche, per migliorare la loro qualità di vita e la loro esperienza durante il percorso di cura.

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