Il pediatra Italo Farnetani ha espresso il suo sostegno a una proposta avanzata in Francia riguardante l’orario di inizio delle lezioni nelle scuole. Secondo l’idea che sta guadagnando attenzione, la campanella che segna l’inizio della giornata scolastica potrebbe non suonare più alle 8 del mattino, ma essere posticipata alle 9. Questa proposta è al centro di un appello pubblicato su ‘Le Monde’, sostenuto dall’ex ministra dell’Istruzione Anne Genetet e dalla ricercatrice Stéphanie Mazza, esperta nei ritmi del sonno. La motivazione principale di tale iniziativa è di natura biologica: gli studenti, secondo i firmatari, non sono sufficientemente svegli al mattino presto per apprendere in modo efficace.
Il parere del pediatra
Farnetani, intervistato da Adnkronos Salute, sottolinea che la proposta non è frutto di un approccio permissivo all’educazione, ma si basa su studi scientifici condotti dalla scuola psicopedagogica francese. Questi studi, condotti da pionieri come François Testu, hanno esaminato come le funzioni corporee cambiano in relazione ai ritmi sonno-veglia e agli orari di attività quotidiana. Tali ricerche hanno rivelato che fino alle 10 del mattino, gli studenti sono ancora in una fase di “risparmio energetico”, che influisce negativamente sulla loro capacità di apprendere.
Secondo Farnetani, i bioritmi indicano che gli studenti sono più ricettivi dalle 10:30 alle 13, momento in cui la memoria a breve termine è più attiva. Un altro aspetto interessante è che, dalle 15 alle 17, la memoria a lungo termine diventa predominante, permettendo agli alunni di fissare le informazioni apprese durante la mattinata. Tuttavia, dopo le 18, la capacità di apprendimento diminuisce notevolmente.
Implicazioni per la programmazione scolastica
La posizione degli esperti francesi, secondo Farnetani, potrebbe avere un impatto significativo sulle politiche educative. Egli si interroga sull’utilità di svolgere compiti in classe o interrogazioni prima delle 10, dato che i ragazzi non sono ancora completamente svegli. È consapevole, tuttavia, delle difficoltà che un cambiamento di orario potrebbe comportare per i genitori, che generalmente iniziano a lavorare entro le 9.
Per affrontare questa problematica, Farnetani propone di riorganizzare la programmazione scolastica. Anche mantenendo l’orario di ingresso alle 8, suggerisce che le prime ore del mattino potrebbero essere dedicate a lezioni che richiedono un impegno mentale minore. Attività come educazione fisica o lavori creativi potrebbero servire a risvegliare gli studenti. Inoltre, è fondamentale introdurre uno spuntino di metà mattina, poiché molti alunni saltano la colazione o non la fanno in modo adeguato.
Con l’organismo in piena attività dopo lo spuntino, gli studenti sarebbero in grado di affrontare le materie più impegnative, come filosofia, matematica e scienze, tra le 11 e le 13, momento in cui possono dare il massimo nelle interrogazioni e nei compiti in classe.
