Il finanziamento adeguato del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è un tema cruciale, ma non rappresenta l’unico problema da affrontare. A sottolinearlo è Francesco Vaia, attualmente membro dell’Autorità Garante Nazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, che in passato ha ricoperto ruoli significativi durante la pandemia di Covid-19. Vaia, già direttore dell’INMI Spallanzani di Roma e responsabile della Prevenzione presso il Ministero della Salute, ha espresso le sue considerazioni nel secondo episodio del vodcast “La salute senza filtri – Dalla pandemia alle liste d’attesa”, pubblicato il 23 aprile 2026 sui canali di Adnkronos.
Missione 6 salute e il futuro della sanità
A giugno 2026 si concluderà la “Missione 6 Salute” prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Vaia ha messo in evidenza l’importanza di evitare la creazione di “cattedrali nel deserto“, affermando che le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità devono essere adeguatamente dotati di personale sanitario e attrezzature. La sua visione è chiara: è fondamentale garantire una continuità tra ospedale e territorio, per prevenire il sovraffollamento delle strutture ospedaliere e assicurare cure adeguate ai pazienti.
Vaia ha sottolineato che il successo di questa missione dipende dalla capacità di implementare correttamente le strutture e le risorse necessarie. Se queste condizioni non verranno rispettate, il rischio è quello di compromettere l’efficacia del sistema sanitario. Il suo intervento si inserisce in un contesto più ampio di riforme necessarie per il SSN, che deve affrontare sfide significative per garantire un servizio di qualità.
Le uscar e la medicina di prossimità
Nel corso della pandemia, Vaia ha ideato per il Lazio le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Uscar), un’iniziativa che ha avuto un impatto significativo sulla gestione della salute pubblica. Queste unità, composte da medici di famiglia e infermieri, hanno avuto il compito di rispondere alle esigenze sanitarie del territorio, fornendo strumenti diagnostici come saturimetri ed ecografi. Grazie a queste misure, è stato possibile filtrare i pazienti, identificando quelli che necessitavano di ricovero e coloro che potevano essere trattati a casa.
Vaia ha ricordato come queste pratiche siano state innovative e riconosciute per l’efficacia dimostrata. Il Lazio, durante la crisi sanitaria, ha ricevuto apprezzamenti per la gestione della situazione, evidenziando il lavoro di squadra e l’impegno dei professionisti coinvolti. La medicina di prossimità, secondo Vaia, deve continuare a evolversi, imparando dalle esperienze passate e implementando buone pratiche.
Il finanziamento e la sostenibilità del ssn
Francesco Vaia ha affrontato anche il tema del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, affermando che, sebbene sia fondamentale garantire risorse adeguate, questo non rappresenta la soluzione a tutti i problemi. Ha riconosciuto l’impegno del Governo di Giorgia Meloni nell’aumentare i finanziamenti alla sanità, ma ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità di un aumento illimitato delle risorse.
Vaia ha spiegato che un incremento dell’offerta sanitaria porta inevitabilmente a una crescita della domanda, che può risultare potenzialmente illimitata. Pertanto, è necessario riorientare la domanda e renderla più appropriata, affinché il sistema sanitario possa rispondere in modo efficace alle reali necessità della popolazione. Durante il vodcast, ha anche menzionato la rete dei trapianti e ha fatto riferimento all’ospedale Monaldi di Napoli, dove ha ricoperto la carica di direttore in passato.
La serie di vodcast è disponibile su piattaforme come Spotify, YouTube e nella sezione podcast di Adnkronos, offrendo un’opportunità di approfondimento su temi di grande rilevanza per la salute pubblica.
