Pola (Nomisma): “Crescita dell’export farmaceutico, ma costi di energia e materie prime influenzano”

Il XI Rapporto dell’Osservatorio sui farmaci accessibili evidenzia l’importanza del settore farmaceutico in Italia e le sfide economiche per le famiglie, richiedendo un cambiamento culturale nel consumo.

Il 29 settembre 2026, durante la presentazione del XI Rapporto dell’Osservatorio sui farmaci accessibili, Lucio Pola, capo economista di Nomisma, ha evidenziato l’importanza del settore farmaceutico per l’Italia. L’evento si è svolto a Roma e ha visto la partecipazione di esperti del settore, tra cui rappresentanti di Egualia e Teha Group. Pola ha sottolineato che, nonostante l’export del settore continui a crescere, ci sono sfide significative da affrontare, come l’aumento dei costi energetici e delle materie prime.

Il rapporto dell’osservatorio sui farmaci accessibili

Il XI Rapporto dell’Osservatorio sui farmaci accessibili, realizzato con il contributo di Nomisma e Teha Group, ha messo in luce alcuni dati cruciali riguardanti il settore farmaceutico in Italia. Pola ha dichiarato che il settore rimane uno dei più vitali dell’economia italiana, con un export in espansione che conquista nuovi mercati. Tuttavia, ha avvertito che l’aumento dei costi di produzione potrebbe compromettere la sostenibilità delle performance del settore. “Se non si interviene tempestivamente per adeguare i prezzi dei farmaci, tali risultati non potranno essere mantenuti”, ha affermato Pola, evidenziando l’importanza di riconoscere l’innovazione e gli investimenti nella ricerca e nelle linee produttive.

Le sfide economiche delle famiglie italiane

Un’altra questione sollevata da Pola riguarda l’impatto dell’inflazione sulle famiglie italiane. Negli ultimi quattro anni, le famiglie hanno visto una riduzione del loro potere d’acquisto, a causa di un’inflazione che si attesta tra il 9 e il 10%. Questo scenario economico ha portato a una maggiore attenzione verso le spese superflue, ma Pola ha notato che le famiglie continuano a spendere in modo significativo per farmaci con marchi scaduti, un costo che si aggira intorno a 1 miliardo di euro all’anno. “C’è una cultura radicata in Italia riguardo ai farmaci equivalenti, che sono riconosciuti dallo Stato. Tuttavia, il costo aggiuntivo per i farmaci di marca rappresenta una spesa significativa per le famiglie”, ha spiegato Pola.

La necessità di un cambiamento culturale

Pola ha concluso il suo intervento sottolineando che è fondamentale promuovere un cambiamento culturale per affrontare le sfide economiche attuali. Le famiglie italiane, purtroppo, non mostrano ancora un atteggiamento sufficientemente attento verso le spese, nonostante la crescente difficoltà economica. “È importante che le famiglie comprendano l’importanza di un consumo più consapevole, specialmente in un periodo di crisi economica“, ha affermato. La presentazione del rapporto ha quindi rappresentato non solo un’analisi del settore farmaceutico, ma anche un appello a rivedere le abitudini di consumo per garantire una maggiore sostenibilità economica.

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