Presentazione ad Ash dei risultati degli studi Echo e TrAVeRse: Derenzini (Ieo) afferma che la terapia chemio-free rappresenta il futuro per il linfoma mantellare.

Il congresso dell’American Society of Hematology ha presentato risultati significativi sugli effetti positivi dell’Acalabrutinib e dello studio Traverse su pazienti con mutazioni TP53.

Il congresso annuale dell’American Society of Hematology (ASH), tenutosi a dicembre 2025, ha visto la presentazione di risultati significativi da parte dello Studio Echo, che ha analizzato l’efficacia del trattamento sperimentale con Acalabrutinib. Questo studio ha evidenziato, dopo un periodo di osservazione di 50 mesi, una chiara superiorità di questo trattamento in termini di sopravvivenza libera da malattia. I dati indicano che l’inizio della terapia combinata con Acalabrutinib già dalla prima linea di trattamento ha portato a una riduzione del 24% del rischio che i pazienti necessitassero di una terapia di terza linea.

Risultati dello studio Traverse

In aggiunta, durante il congresso sono stati presentati anche i risultati parziali dello studio Traverse. Questo studio ha incluso pazienti affetti da mutazioni del gene TP53, una condizione nota per essere associata a una prognosi sfavorevole dopo che i pazienti hanno ricevuto una chemio-immunoterapia standard. Circa il 20% dei pazienti diagnosticati presenta questa mutazione. I risultati ottenuti dallo studio hanno mostrato che anche in questo gruppo di pazienti, il tasso di remissione completa è stato sovrapponibile a quello dei pazienti senza mutazioni di TP53.

Prospettive future nella cura delle malattie ematologiche

Questi risultati rappresentano un importante passo avanti nella cura dei pazienti con malattie ematologiche, suggerendo che terapie innovative come l’Acalabrutinib possano migliorare significativamente gli esiti clinici, anche in quelli con fattori prognostici sfavorevoli. La comunità scientifica attende con interesse ulteriori dati e analisi che potrebbero confermare l’efficacia di questi approcci terapeutici nel lungo termine.

Condivi su: