Il 3 marzo 2026, un’importante innovazione nel campo della medicina cardiovascolare è stata realizzata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Per la prima volta al mondo, è stata impiantata con successo una corda tendinea bioingegnerizzata su un modello animale di grandi dimensioni. L’operazione, condotta dalla professoressa Maria Grandinetti, ha avuto luogo nei laboratori dell’ateneo sotto la supervisione del professor Massimo Massetti, direttore dell’Istituto di Cardiologia e dell’Area Cardiovascolare della Cattolica. Questo intervento segna un significativo passo avanti nell’ambito dell’ingegneria dei tessuti e nel trattamento delle patologie della valvola mitrale.
Il progetto Biochord
Il traguardo raggiunto è parte del progetto BioChord, che mira a sviluppare corde tendinee bioingegnerizzate per riparare e rigenerare le valvole cardiache. Questo progetto è sostenuto dall’European Research Council (ERC) attraverso un Proof of Concept Grant. La direzione del progetto è affidata ad Antonio D’Amore, professore di Bioingegneria presso l’Università di Palermo e il McGowan Institute della University of Pittsburgh, USA. Il team di progetto include anche Arianna Adamo, specialista in Meccanobiologia di Ri.Med, e Maria Emiliana Caristo, responsabile per il benessere animale e del Centro sperimentale di ricerca dell’Università Cattolica.
Impatto del rigurgito mitralico
Il rigurgito mitralico è una condizione che affligge oltre 24 milioni di persone nel mondo, come riportato dalla Fondazione Ri.Med. Questa patologia può derivare dal deterioramento o dalla rottura delle corde tendinee, che sono fondamentali per garantire la chiusura della valvola mitrale. Attualmente, la sostituzione di queste corde avviene principalmente attraverso l’uso di suture in politetrafluoroetilene espanso (ePTFE, noto anche come Gore-Tex). Tuttavia, queste soluzioni presentano limitazioni strutturali, poiché essendo realizzate con materiali sintetici, risultano più rigide e possono causare ischemia dei muscoli papillari, oltre a essere soggette a rottura o fibrosi.
Innovazione attraverso il biomimetismo
La vera innovazione proposta da BioChord risiede nel suo approccio di ingegneria del tessuto. Non si tratta di un semplice materiale da sutura, ma di una corda tendinea polimerica bioingegnerizzata, progettata per emulare la struttura e la funzione delle corde naturali. Questa corda è concepita per degradata e essere sostituita da tessuto autologo del paziente, garantendo un supporto meccanico immediato all’apparato valvolare. D’Amore sottolinea che il fulcro del progetto è il biomimetismo, con l’obiettivo di creare corde tendinee con proprietà simili a quelle dei tessuti del cuore umano.
Prospettive future
Il laboratorio di D’Amore è stato il primo a mettere in pratica questa tecnica, ora brevettata e assegnata alla spin-off Neoolife per lo sviluppo e la commercializzazione. Il progetto BioChord è parte di un’iniziativa più ampia, finanziata nel 2020 dalla Comunità europea con 2 milioni di euro, che si propone di ingegnerizzare l’intera valvola mitrale. Questa valvola polimerica bioingegnerizzata ha il potenziale di rigenerare il tessuto del paziente, riducendo la necessità di farmaci anticoagulanti, limitando la calcificazione e il rischio di ulteriori interventi chirurgici. L’innovazione di BioChord ha aperto la strada all’utilizzo delle corde tendinee bioingegnerizzate come protesi specifiche per il danno dell’apparato cordale, un passo importante verso nuove soluzioni terapeutiche.
