Psichiatri approvano l’uso di microdosi di psichedelici per curare disturbi mentali

Il XXVII Congresso Nazionale della Sinpf a Milano esplora l’uso delle microdosi di sostanze psichedeliche per il trattamento di disturbi mentali come depressione e ansia.

Il XXVII Congresso Nazionale della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (Sinpf), che si svolge a Milano fino al 30 gennaio 2026, ha portato alla luce nuove prospettive nel trattamento della salute mentale. In particolare, gli esperti hanno discusso l’utilizzo delle microdosi di sostanze psichedeliche come la psilocibina e l’Lsd, evidenziando il loro potenziale nel combattere disturbi come depressione, ansia e stress post-traumatico. La conferenza ha visto la partecipazione di importanti figure del settore, pronte a esplorare un approccio che, seppur controverso, sta guadagnando sempre più attenzione scientifica.

Microdosi e salute mentale: un approccio innovativo

La pratica del microdosing, che consiste nell’assunzione di dosi sub-percettive di sostanze psichedeliche, è oggetto di studio in un progetto italiano autorizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Questo studio è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e si svolge presso la Clinica Psichiatrica dell’Università di Chieti, diretta da Giovanni Martinotti, in collaborazione con l’Asl Roma 5 e l’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia. Gli esperti presenti al congresso hanno sottolineato come le evidenze scientifiche stiano accumulandosi, suggerendo che anche piccole quantità di Lsd possano influenzare positivamente il cervello, offrendo nuove soluzioni terapeutiche.

Claudio Mencacci, psichiatra e direttore emerito del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano, ha affermato che la ricerca recente mostra come le microdosi di psilocibina e Lsd possano “resettare” i circuiti neurali associati a patologie come la depressione maggiore e il disturbo da stress post-traumatico (Ptsd). Questi interventi potrebbero favorire la crescita di spine dendritiche, essenziali per l’apprendimento e la memoria, migliorando così la connettività sinaptica.

Meccanismi d’azione e benefici attesi

Gli specialisti della Sinpf hanno spiegato che l’obiettivo del microdosing non è quello di indurre allucinazioni o alterazioni dello stato mentale, ma piuttosto di migliorare l’umore e la resilienza emotiva. Matteo Balestrieri, ex professore di Psichiatria all’Università di Udine e co-presidente della Sinpf, ha evidenziato come le sostanze psichedeliche in microdosi possano migliorare la neuroplasticità, consentendo al cervello di formare nuove connessioni neurali. Questo è particolarmente rilevante per condizioni come la depressione, dove i modelli mentali tendono a diventare rigidi.

La rete Dmn (Default Mode Network) gioca un ruolo cruciale in questo contesto. Gli esperti hanno descritto come le basse dosi di sostanze psichedeliche possano ridurre l’attività di questa rete cerebrale, spesso iperattiva in situazioni di depressione e ansia. Mencacci ha fornito dati che indicano come piccole quantità di Lsd possano aumentare l’empatia emotiva e la connettività cerebrale, senza compromettere le capacità cognitive.

Considerazioni e prospettive future

Nonostante l’entusiasmo per queste scoperte, la Sinpf ha invitato alla cautela. I presidenti della società scientifica hanno sottolineato l’importanza di un monitoraggio attento per escludere rischi a lungo termine legati all’uso di queste sostanze. Attualmente, la ketamina è già utilizzata per il trattamento della depressione resistente, e un suo derivato, l’esketamina, è disponibile in Italia per questa tipologia di disturbo.

Il congresso di Milano ha lanciato un messaggio chiaro: il futuro della salute mentale potrebbe dipendere dall’uso di quantità infinitesimali di sostanze un tempo proibite. Se i trial in corso confermeranno l’efficacia di queste microdosi nella riscrittura dei circuiti emotivi e nel potenziamento delle funzioni cognitive, si potrebbe assistere a una vera e propria rivoluzione nella psichiatria moderna. Balestrieri e Mencacci hanno affermato che la Sinpf si impegnerà a guidare questa transizione, promuovendo una formazione specifica per gli psichiatri e collaborando con le autorità per rendere queste innovazioni clinicamente sicure e accessibili.

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