Il mese di gennaio 2026 si preannuncia critico per la salute pubblica, con un aumento previsto dei casi di influenza, che potrebbe estendersi anche a febbraio. A lanciare l’allerta è Gianni Rezza, professore straordinario di Igiene e Sanità pubblica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, durante un’intervista rilasciata all’Adnkronos Salute. La situazione è particolarmente delicata per le persone più vulnerabili, come anziani e soggetti con patologie preesistenti.
Vaccinazione antinfluenzale: l’importanza di agire in fretta
Rezza sottolinea l’urgenza di procedere con le vaccinazioni antinfluenzali, definendo il momento attuale come “zona Cesarini“. La campagna vaccinale è di fondamentale importanza per proteggere le fasce più fragili della popolazione. Con il picco influenzale che potrebbe manifestarsi già entro la fine di dicembre, è essenziale che chi non si è ancora vaccinato prenda una decisione rapida. Gli anticorpi, infatti, richiedono almeno dieci giorni per sviluppare un livello di protezione adeguato. La presentazione dello spot Rai, con il noto presentatore Carlo Conti come testimonial, ha avuto luogo presso il Ministero della Salute, evidenziando la necessità di un’azione tempestiva.
Un’epidemia imprevedibile
Rezza mette in evidenza che l’andamento della curva epidemica è difficile da prevedere. Nonostante la vaccinazione possa ridurre il numero di contagi, è probabile che si verifichi un incremento significativo dei casi di influenza nel mese di gennaio, con una possibile estensione dei contagi anche a febbraio. La situazione è paragonabile a quella della stagione influenzale 2022-2023, quando si registrò un picco inaspettato. Per questo motivo, il professore invita nuovamente la popolazione a vaccinarsi, sottolineando che è ancora possibile proteggersi.
Coperture vaccinali in Italia
Un altro aspetto importante sollevato da Rezza riguarda le coperture vaccinali per il vaccino antinfluenzale tra gli anziani in Italia. Attualmente, la percentuale di vaccinazione si attesta poco sopra il 50% per gli ultra 65enni, una cifra che colloca il Paese in una posizione simile a quella della Francia e in una media rispetto ad altri Stati europei. Tuttavia, ci sono segnali positivi: alcune Regioni, come la Lombardia, hanno avviato la campagna vaccinale con largo anticipo, riuscendo a immunizzare un numero considerevole di anziani. Questo approccio tempestivo potrebbe fare la differenza nella lotta contro l’influenza nei prossimi mesi.
