Riabilitazione dopo ictus: innovativo sistema di realtà virtuale e controllo mioelettrico

Un sistema innovativo di riabilitazione per pazienti post-ictus combina controllo mioelettrico e realtà virtuale, mostrando risultati promettenti nel recupero motorio e nella coordinazione muscolare.

Un innovativo sistema di riabilitazione per pazienti colpiti da ictus cerebrale è stato sviluppato dalla Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata. Questo progetto, testato su un campione pilota di tre pazienti cronici, ha mostrato risultati promettenti nel miglioramento della precisione dei movimenti del braccio e nella coordinazione muscolare. La tecnologia combina il controllo mioelettrico con la realtà virtuale, aprendo nuove prospettive per la riabilitazione personalizzata, anche da effettuare a domicilio.

Un approccio innovativo alla riabilitazione

Il sistema tecnologico creato dai ricercatori della Fondazione Santa Lucia Irccs integra il controllo mioelettrico e la realtà virtuale per agevolare il recupero motorio dell’arto superiore nei pazienti colpiti da ictus cerebrale. Sebbene attualmente sia utilizzato solo in ambito di ricerca, i risultati ottenuti sono stati pubblicati sulla rivista scientifica ‘Frontiers in Bioengineering and Biotechnology’. Questo sistema introduce un algoritmo di controllo assistivo e adattivo, progettato per facilitare il riapprendimento di schemi muscolari funzionali attraverso un’interazione attiva del paziente con un ambiente virtuale immersivo.

Durante la fase pilota, i tre pazienti hanno mostrato miglioramenti significativi nella precisione dei movimenti e nella coordinazione, avvicinandosi ai pattern di attivazione muscolare di soggetti sani. L’obiettivo principale è creare un ambiente di allenamento che stimoli il cervello a riacquisire il controllo motorio attivamente, combinando l’impegno volontario del paziente con un supporto intelligente e personalizzato.

Funzionamento del sistema e benefici

Matteo Nocilli, bioingegnere e ricercatore presso il Laboratorio di Fisiologia Neuromotoria della Fondazione Santa Lucia Irccs, spiega che il sistema interpreta i segnali elettrici provenienti dai muscoli del braccio colpito e li traduce in movimenti virtuali. Un algoritmo intelligente corregge in tempo reale questi movimenti, aiutando il paziente a riconoscere e rinforzare schemi di attivazione più funzionali. Questo approccio mira a guidare il paziente verso un controllo muscolare fisiologico senza sostituire il suo impegno attivo.

L’assistenza fornita dal sistema si adatta costantemente alle prestazioni del paziente, aumentando quando il compito è difficile e diminuendo man mano che il controllo migliora. Questo equilibrio tra supporto e sfida è fondamentale per incentivare la motivazione e favorire l’apprendimento motorio, elementi essenziali per il recupero funzionale dopo un ictus.

Protocolli personalizzati e studi futuri

Andrea d’Avella, co-autore dello studio e docente di Fisiologia all’Università di Roma Tor Vergata, sottolinea che questa tecnologia rappresenta un connubio tra neuroscienze e ingegneria, destinata a rivoluzionare l’approccio alla riabilitazione. In futuro, si prevede di integrare questi algoritmi nei protocolli di riabilitazione personalizzati, rendendo la terapia più accessibile e valutando la loro applicabilità anche a patologie come la paralisi cerebrale.

I ricercatori intendono avviare studi longitudinali per valutare l’efficacia clinica del metodo su un numero maggiore di pazienti. Un trial clinico multicentrico, già avviato dalla Fondazione Santa Lucia Irccs, coinvolgerà 45 pazienti post-ictus, i quali parteciperanno a 12 sessioni di riabilitazione basate su questa tecnologia innovativa. L’obiettivo è determinare se l’unione di controllo mioelettrico assistito e stimolazione cerebellare non invasiva possa migliorare in modo duraturo la funzionalità dell’arto superiore rispetto alle terapie convenzionali.

Lo studio è stato realizzato presso il Laboratorio di Fisiologia Neuromotoria della Fondazione Santa Lucia, con il supporto del Ministero della Salute, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Next Generation Eu.

Condivi su: