Il 12 maggio 2026, presso il Ministero della Salute, si è svolto un incontro cruciale per il futuro della medicina di famiglia in Italia. Il ministro Orazio Schillaci ha guidato una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Governo, delle Regioni e dei sindacati. Questo evento segna un tentativo di riappacificazione dopo periodi di tensioni e conflitti.
Un incontro significativo per la riforma della medicina di famiglia
Durante l’incontro, i partecipanti si sono riuniti attorno a un lungo tavolo ovale, con il ministro Schillaci al centro. Da un lato, hanno preso posto i rappresentanti delle quattro principali sigle sindacali di categoria: la Fimmg, il Snami, lo Smi e la Fmt. Dall’altro lato, erano presenti Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, insieme ai governatori Roberto Fico e Francesco Rocca, e agli assessori Massimo Fabi e Guido Bertolaso. A completare il parterre, il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Paolo Barelli e i senatori Francesco Zaffini ed Elena Murelli. Questo ampio gruppo ha avuto l’obiettivo di trovare un consenso solido e duraturo sulla riforma della medicina generale.
Il documento discusso durante l’incontro rappresenta una mediazione proposta dalle Regioni, basata sul testo iniziale del ministro. Le Regioni hanno presentato i contenuti della loro proposta, avviando un dibattito che ha visto il ministro chiedere un “confronto sereno”. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere la sanità più moderna e vicina ai cittadini, un passo necessario per affrontare le sfide attuali.
Le tensioni e le aspettative
L’incontro è avvenuto in un contesto di tensioni tra le sigle sindacali e il Governo, in particolare dopo che alcune organizzazioni di medici di famiglia avevano proclamato uno stato di agitazione in risposta all’annuncio di un decreto per riformare la medicina del territorio. Le bozze circolate indicano che il nuovo modello prevede la presenza fissa dei medici nelle Case di comunità, facilitando così l’accesso ai nuovi servizi previsti dal Pnrr.
La Fimmg ha definito il decreto come un semplice “decretuccio”, esprimendo preoccupazioni sulla direzione della riforma. Durante l’ultimo Question time, il ministro Schillaci ha cercato di stemperare i toni, sottolineando che non si intende smantellare la figura del medico di famiglia, ma è necessario un cambiamento del modello attuale. La riforma, ha ribadito, sarà discussa in modo collaborativo con le Regioni e i sindacati di categoria.
Questo incontro rappresenta quindi un primo passo importante verso la ricostruzione di un dialogo costruttivo tra le parti coinvolte. La volontà di trovare un accordo comune è fondamentale per garantire un futuro sostenibile per la medicina di famiglia in Italia.
