Il lupus eritematoso sistemico rappresenta una delle malattie autoimmuni più complesse e invalidanti, in grado di colpire vari organi e sistemi del corpo umano. Recentemente, il dottor Lorenzo Dagna, direttore dell’Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie rare presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ha fornito un’importante analisi sulla situazione attuale dei pazienti affetti da questa patologia. I risultati sono stati presentati in un’intervista rilasciata all’Adnkronos Salute il 11 febbraio 2026.
Il lupus eritematoso sistemico e la sua complessità
Il lupus eritematoso sistemico è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule e i tessuti del corpo. A differenza di altre malattie autoimmuni che colpiscono organi specifici, il lupus ha un impatto sistemico, interessando la pelle, i reni, le mucose, gli occhi e le cellule del sangue. Le manifestazioni cliniche possono variare da forme lievi, con sintomi cutanei e alterazioni nei test di laboratorio, a forme gravi che possono compromettere seriamente la vita del paziente. Dagna sottolinea l’importanza di una diagnosi e di un trattamento tempestivi, poiché una gestione inadeguata della malattia può comportare gravi conseguenze.
Il progetto di ascolto sui pazienti affetti da lupus
Il dottor Dagna ha commentato i risultati del progetto di ascolto intitolato “Italian Systemic Lupus Erythematosus (SLE) Patients: Overview of Their Quality of Life and Unmet Needs”. Questo studio rappresenta un passo significativo nel comprendere l’impatto del lupus sulla qualità della vita dei pazienti in Italia. I dati raccolti evidenziano come il lupus non influisca solo sulla salute fisica, ma anche su aspetti psicologici, lavorativi e sociali. La malattia colpisce prevalentemente donne giovani nel pieno della loro vita lavorativa, causando un significativo disagio e una riduzione della capacità lavorativa.
Strategie di trattamento e gestione integrata
Dagna sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare nella gestione del lupus. È fondamentale coinvolgere specialisti come nefrologi, neurologi e dermatologi per garantire un trattamento completo e personalizzato. Attualmente, oltre il 60% dei pazienti continua a utilizzare il cortisone, nonostante le raccomandazioni delle linee guida che ne limitano l’uso. Sebbene il cortisone possa essere efficace nelle fasi acute, il suo uso prolungato può comportare più danni che benefici. Il dottore evidenzia che esistono farmaci avanzati che possono migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti e che altre terapie sono in fase di sperimentazione.
Prospettive future nella cura del lupus
Il dottor Dagna conclude che è essenziale non solo trattare i sintomi della malattia, ma anche prevenire danni irreversibili agli organi. L’accesso a trattamenti aggiornati e innovativi è cruciale per garantire ai pazienti le migliori possibilità di recupero e gestione della malattia. È fondamentale che i pazienti siano seguiti in centri con una solida esperienza clinica, in modo da poter ricevere il miglior trattamento disponibile e avere accesso a terapie innovative. Solo attraverso un approccio integrato e tempestivo è possibile garantire un miglioramento significativo nella vita dei pazienti affetti da lupus.
