Il 2026 si avvicina e con esso il World Hormone Day, un’importante occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto degli ormoni sulla salute umana. Secondo la Società Italiana di Endocrinologia (Sie), circa il 30% delle malattie croniche e 1 tumore su 4 sono legati a squilibri ormonali. Tuttavia, la maggior parte degli italiani ignora l’importanza di questi messaggeri biologici e non è a conoscenza delle modalità per mantenerli in equilibrio. Per questo motivo, gli esperti della Sie hanno avviato una campagna di informazione e prevenzione in tutto il Paese, proponendo dieci regole fondamentali per migliorare la salute ormonale e riconoscere i segnali d’allerta.
Il ruolo cruciale degli ormoni nella salute
Nel corpo umano circola una varietà di ormoni, le cui fluttuazioni possono scatenare diverse patologie, tra cui obesità, diabete, malattie tiroidee e tumori neuroendocrini. Si stima che, nel corso della vita, tre persone su quattro dovranno affrontare un problema legato agli ormoni. Diego Ferone, presidente della Sie e docente di Endocrinologia all’Università di Genova, sottolinea che gli ormoni sono fondamentali per la salute, agendo come registri biologici del nostro benessere. Questi messaggeri sono prodotti non solo dalle ghiandole endocrine, come l’ipofisi e la tiroide, ma anche da altri organi e tessuti, come il cuore e i reni.
Ferone elenca diversi ormoni, tra cui insulina, testosterone, cortisolo e melatonina, ognuno con funzioni specifiche. Essi sono essenziali per gestire lo stress, regolare il metabolismo e influenzare la fertilità. La disfunzione ormonale può contribuire allo sviluppo di patologie croniche, come il diabete mellito e l’ipertensione, ma anche a malattie rare che colpiscono milioni di persone in Europa. Nonostante la loro importanza, molti italiani non sanno come affrontare eventuali alterazioni ormonali e a chi rivolgersi per ricevere aiuto.
I segnali di squilibrio ormonale
Salvatore Cannavò, presidente eletto della Sie e ordinario di Endocrinologia all’Università di Messina, evidenzia che è fondamentale riconoscere i sintomi legati a problemi ormonali. Variazioni inspiegabili di peso, disturbi del sonno, cambiamenti nell’appetito e stanchezza eccessiva sono solo alcuni dei segnali da tenere d’occhio. Altri indicatori includono fragilità di unghie e capelli, pelle secca e calo del desiderio sessuale. In presenza di questi sintomi, è consigliabile rivolgersi a un endocrinologo per una valutazione approfondita.
Cannavò suggerisce che il primo passo per mantenere l’equilibrio ormonale è adottare uno stile di vita attivo. L’attività fisica regolare, da 90 a 150 minuti a settimana, può migliorare la produzione di endorfine e serotonina, riducendo il cortisolo e migliorando la sensibilità all’insulina. La dieta gioca un ruolo altrettanto cruciale: è importante seguire un regime alimentare sano e vario, ricco di frutta, verdura e cereali integrali, limitando i cibi ultra-processati e gli zuccheri semplici.
Dieci regole per un equilibrio ormonale ottimale
La Sie ha stilato dieci regole per promuovere la salute ormonale. La terza regola riguarda l’importanza del sonno: dormire almeno sette ore per notte e mantenere una routine regolare aiuta a regolare la produzione di melatonina e cortisolo. Prevenire le carenze nutrizionali è un altro punto chiave; un adeguato apporto di vitamina D e iodio è essenziale per il corretto funzionamento della tiroide. Cannavò raccomanda alimenti come pesce grasso, frutti di mare e latticini per garantire un apporto nutrizionale completo.
La settima regola suggerisce di ridurre l’esposizione agli interferenti endocrini, preferendo contenitori in vetro o acciaio inossidabile rispetto alla plastica. È fondamentale anche migliorare la qualità degli ambienti domestici arieggiando regolarmente. Inoltre, è consigliabile scegliere con attenzione i cosmetici e i prodotti per l’igiene, evitando sostanze chimiche dannose. Infine, gli esperti della Sie ricordano l’importanza di prestare attenzione ai segnali precoci di malattie endocrine e di consultare uno specialista in caso di sintomi sospetti.
