Salute: il 60% dei disturbi dell’equilibrio resta non diagnosticato dal Ssn, con maggiori costi e disagi

L’urgenza di affrontare i disturbi dell’equilibrio negli anziani: diagnosi tardive e manovre semplici possono prevenire gravi cadute e ridurre gli accessi al pronto soccorso.

Il 19 settembre 2026, Luciano Bubbico, otorinolaringoiatra e coordinatore scientifico dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (Inapp), ha rilasciato un’intervista all’Adnkronos Salute, evidenziando l’urgenza di affrontare i disturbi dell’equilibrio. Questi problemi, che colpiscono in particolare la popolazione anziana, sono spesso causa di cadute gravi e rappresentano il 5% degli accessi al pronto soccorso. La situazione è allarmante, poiché molti di questi casi potrebbero essere risolti rapidamente con manovre semplici eseguite da specialisti audiologi.

La gravità dei disturbi dell’equilibrio

I disturbi dell’equilibrio possono avere origini diverse, sia vestibolari che extra vestibolari. Bubbico ha spiegato che le vertigini di origine periferica vestibolare sono causate principalmente da quattro patologie: la vertigine parossistica posizionale benigna (Vppb), la malattia di Ménière, la neurite vestibolare e altre vertigini vestibolari periferiche. Tra queste, la Vppb è la più comune, interessando circa il 20% dei pazienti con sintomi di vertigine.

La diagnosi di questa condizione è spesso ritardata, il che sottolinea l’importanza per i medici di avere competenze specifiche nel riconoscere e trattare questi disturbi. La Vppb è causata dal movimento degli otoliti all’interno dei canali semicircolari, provocando episodi di vertigine brevi e ricorrenti in seguito a cambiamenti nella posizione della testa. Le manovre effettuate da uno specialista possono risolvere il problema in modo efficace.

Conseguenze delle diagnosi tardive

Quando i disturbi non vengono diagnosticati in tempo, le vertigini possono diventare molto intense e portare i pazienti a cercare assistenza al pronto soccorso. Questo spesso comporta esami costosi come la TAC o la risonanza magnetica, con conseguenti ricoveri prolungati. In alternativa, alcuni pazienti decidono di affrontare il problema a proprie spese o di convivere con il disturbo, aumentando il rischio di cadute.

Bubbico ha sottolineato che, se il problema viene identificato tempestivamente, l’audiologo può eseguire una manovra per liberare il canale dagli otoliti, risolvendo il disturbo in breve tempo. È fondamentale migliorare la formazione dei medici di base su queste patologie, affinché possano indirizzare i pazienti agli specialisti appropriati.

Ruolo delle strutture sanitarie nella prevenzione

L’esperto ha suggerito che le Case della Salute e gli ospedali di comunità potrebbero svolgere un ruolo cruciale nella prevenzione dei disturbi vestibolari negli anziani. Queste strutture, progettate per fornire assistenza sanitaria e sociale, potrebbero integrare diversi specialisti, come audiologi, geriatri e fisioterapisti, per sviluppare un approccio multidisciplinare.

Necessità di miglioramento nei test vestibolari

Secondo ricerche recenti, le vertigini periferiche colpiscono annualmente circa 285,5 individui ogni 100.000 abitanti nei Paesi industrializzati. Bubbico ha evidenziato che i test vestibolari sono fondamentali per una diagnosi accurata. Tuttavia, i dati mostrano che nel 2023 sono stati effettuati solo 129 esami di primo livello ogni 100.000 abitanti, mentre i test di secondo livello sono stati solo 37 per 100.000, con una significativa variabilità regionale.

Innovazioni nella diagnosi delle vertigini

Un recente studio condotto dal Johns Hopkins Hospital ha introdotto un sistema innovativo per la diagnosi delle vertigini. Utilizzando un’applicazione per smartphone che traccia i movimenti oculari, il test ha dimostrato un valore predittivo positivo del 100% per il nistagmo posizionale. Questa tecnologia offre la possibilità di diagnosi a distanza, rendendo i servizi audiologici più accessibili, specialmente per le persone che vivono in aree rurali e periferiche d’Italia.

Questi sviluppi indicano che, con un adeguato investimento nella formazione e nell’innovazione tecnologica, è possibile migliorare significativamente la gestione dei disturbi dell’equilibrio e ridurre le conseguenze negative sulla salute pubblica.

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