Salute, il pneumologo Blasi annuncia nuovi farmaci per ridurre le ospedalizzazioni da bronchiectasie

Il professor Francesco Blasi discute i progressi nella gestione delle bronchiectasie, evidenziando nuovi farmaci e l’importanza di una gestione integrata per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Francesco Blasi, professore di Malattie Respiratorie all’Università degli Studi di Milano, ha rilasciato dichiarazioni significative riguardo ai progressi nella gestione delle bronchiectasie durante un incontro tenutosi il 27 gennaio 2026 a Milano. L’evento, organizzato dall’azienda farmaceutica Insmed, ha riunito esperti del settore per discutere le opzioni terapeutiche e la gestione clinica di questa patologia respiratoria.

Identificazione degli endotipi infiammatori

Nel suo intervento, Blasi ha sottolineato l’importanza della ricerca nel campo delle bronchiectasie, evidenziando come sia stato possibile identificare gli endotipi infiammatori associati a questa condizione. Secondo il professore, nell’80% dei casi, l’infiammazione è di tipo neutrofilo, una condizione che provoca danni significativi ai bronchi e al tessuto polmonare. Blasi ha spiegato che la scoperta di farmaci inibitori di Dpp-1 (dipeptidil peptidasi 1) rappresenta una svolta nella terapia, poiché questi farmaci possono ridurre l’infiammazione mantenendo l’attività immunitaria dei neutrofili. Questo approccio innovativo potrebbe portare a una diminuzione delle riacutizzazioni, migliorando così la qualità della vita dei pazienti e riducendo la necessità di ospedalizzazioni.

Effetti del brensocatib sulla funzione respiratoria

Durante l’incontro, Blasi ha anche discusso i risultati degli studi clinici riguardanti il brensocatib, un farmaco che ha dimostrato di migliorare la funzione respiratoria nel lungo termine. L’esperto ha affermato che “al dosaggio più elevato, brensocatib induce un miglioramento della funzione respiratoria che permane nel tempo”. Questo è un aspetto cruciale, poiché una respirazione più efficace contribuisce a un notevole miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da bronchiectasie.

Blasi ha poi esaminato l’impatto delle riacutizzazioni bronchiali, che possono comportare ospedalizzazioni frequenti e un uso intensivo di antibiotici. Ha evidenziato le complicanze associate a questi trattamenti, non solo per gli effetti collaterali, ma anche per il rischio di sviluppare resistenze batteriche.

Gestione integrata del paziente

Un altro punto cruciale sollevato dal professore riguarda l’importanza di una gestione integrata dei pazienti con bronchiectasie. Blasi ha sottolineato che è fondamentale rivolgersi a centri specializzati, dove professionisti esperti, fisioterapisti e supporto microbiologico-clinico possono fornire un’assistenza completa. La fisioterapia respiratoria gioca un ruolo chiave in questo contesto, poiché i fisioterapisti sono in grado di individuare le migliori tecniche per facilitare l’eliminazione del catarro dalle vie aeree dilatate.

Inoltre, Blasi ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una corretta selezione della profilassi antibiotica e del monitoraggio microbiologico nel tempo, aspetti che possono influenzare significativamente il decorso della malattia. La gestione attenta e mirata dei pazienti con bronchiectasie, secondo il professor Blasi, è essenziale per garantire un miglioramento duraturo della loro condizione e della qualità della vita.

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