Salute: le donne dimostrano maggiore competenza degli uomini nella gestione, sfruttando il fai da te e l’intelligenza artificiale.

Le donne italiane nel 2025 mostrano maggiore competenza rispetto agli uomini nella gestione della salute e nell’automedicazione, secondo uno studio presentato a Roma da Assosalute.

Le donne italiane nel 2025 si dimostrano più competenti degli uomini nella gestione della salute e nell’automedicazione. Un recente studio ha evidenziato come, pur essendo più vulnerabili, le donne abbiano sviluppato una maggiore consapevolezza e responsabilità nel trattare i propri disturbi. Durante una conferenza stampa tenutasi a Roma, il 2 aprile 2025, Assosalute – Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, ha presentato i risultati di un’indagine sul tema “Salute della donna: educazione, prevenzione e consapevolezza”. L’incontro ha riunito istituzioni, professionisti della salute e rappresentanti civici per discutere il ruolo cruciale delle donne nella gestione della salute quotidiana e l’importanza di un’automedicazione consapevole.

Le donne e l’automedicazione

Il rapporto Assosalute-Censis ha rivelato che il 93,9% delle donne ha sperimentato almeno un piccolo disturbo nell’ultimo anno e il 75,7% ha affrontato almeno due problematiche. Questo dato mette in luce una maggiore esposizione rispetto agli uomini, ma non indica fragilità. Al contrario, le donne sembrano sviluppare una competenza superiore nella gestione della salute. La loro esperienza quotidiana con i disturbi porta a una conoscenza approfondita e a una gestione più efficace dei farmaci da automedicazione. Inoltre, il 91,8% delle donne soffre di dolori mestruali, con un impatto significativo sulla qualità della vita nel 71% dei casi. Questo scenario evidenzia come il benessere femminile sia spesso influenzato da fattori trascurati nelle politiche sanitarie. L’automedicazione, attraverso l’uso di farmaci da banco, si conferma una risorsa fondamentale, con il 78,8% delle donne che ricorre a questa pratica, considerata un supporto concreto nella vita quotidiana.

Donne, salute e intelligenza artificiale

Dal punto di vista tecnologico, i dati mostrano che il 47,5% delle donne utilizza l’intelligenza artificiale per questioni di salute, con il 10% che la usa regolarmente e il 37,5% in modo occasionale. Al confronto, il 51,9% degli uomini si avvale di questi strumenti. La fiducia nell’intelligenza artificiale differisce tra i sessi: il 64% delle donne ha fiducia in queste tecnologie, rispetto al 76,7% degli uomini. Questo scarto di -12,7 punti percentuali riflette un approccio più cauto e selettivo delle donne, che utilizzano l’intelligenza artificiale come supporto informativo, mantenendo un atteggiamento critico e ricercando il confronto con i professionisti della salute. Questa modalità di approccio rappresenta un’evoluzione della consapevolezza sanitaria, dove le donne dimostrano la capacità di prendere decisioni informate e gestire autonomamente la propria salute, spesso con il supporto del farmacista e del medico di famiglia.

Il presidente di Federchimica-Assosalute, Michele Albero, ha sottolineato l’importanza di sostenere l’autonomia delle donne attraverso la diffusione di informazioni sanitarie accurate e aggiornate. Ha affermato che l’automedicazione, se utilizzata correttamente, è uno strumento cruciale per la salute quotidiana, permettendo alle donne di esercitare la propria autonomia in un ambito così rilevante come il benessere personale. Albero ha ribadito l’importanza di una cultura sanitaria che promuova la consapevolezza e la responsabilità, elementi essenziali per affrontare le sfide future in ambito sanitario.

Sara Lena, ricercatrice del Censis, ha confermato che le donne mostrano una maggiore attenzione e cautela nella gestione della salute rispetto agli uomini. Questa competenza è il risultato di un’esperienza diretta con i piccoli disturbi e riflette una cultura dell’automedicazione responsabile. Le donne tendono a essere più caute nelle informazioni fornite dall’intelligenza artificiale, valorizzando il ruolo di medici e farmacisti nel processo decisionale riguardante la salute.

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