Il 12 marzo 2026, Edoardo Vincenzo Savarino, segretario generale dell’Ig-Ibd e docente di Gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Padova, ha sottolineato l’importanza dell’integrazione tra territorio, ospedale, società scientifiche e Sistema Sanitario Nazionale (Ssn) per garantire una corretta assistenza ai pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche dell’intestino (Mici). Durante una presentazione alla Camera, Savarino ha evidenziato come l’interazione tra i vari attori del sistema sanitario sia fondamentale per permettere ai pazienti di ricevere diagnosi e cure tempestive.
La crescente incidenza delle malattie infiammatorie croniche intestinali
Savarino ha messo in evidenza che l’incidenza delle Mici sta aumentando e si prevede che entro il 2050 ci saranno circa 600mila pazienti in Italia. Queste patologie, che includono la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, presentano sintomi che possono gravemente compromettere la qualità della vita dei pazienti. La diagnosi precoce e il trattamento adeguato sono quindi essenziali per migliorare gli esiti clinici e consentire ai pazienti di tornare a una vita normale.
Durante l’evento, è stata presentata la campagna “Colite ulcerosa, Io esco“, attiva da due anni, che ha come obiettivo quello di fornire supporto ai pazienti e ai loro caregiver. Questa iniziativa offre una piattaforma di dialogo tra professionisti e pazienti per affrontare al meglio la malattia, trasformando l’esperienza di convivenza con la patologia in un’opportunità di crescita personale e collettiva.
Strategie terapeutiche e gestione della malattia
Savarino ha evidenziato che, nonostante la disponibilità di farmaci altamente efficaci, molti pazienti con colite ulcerosa in fase moderatamente attiva continuano a dover ricorrere ai corticosteroidi a causa dell’insorgenza di sintomi acuti. Questi sintomi, tra cui un aumento delle evacuazioni, perdita di sangue e malessere generale, richiedono un intervento rapido. L’accesso tempestivo a nuove terapie farmacologiche può ridurre l’uso di cortisone e prevenire complicanze associate, come l’ospedalizzazione o la necessità di interventi chirurgici.
Per migliorare la gestione dei pazienti, è fondamentale stabilire percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta) chiari e definiti, che le Regioni e i medici possano implementare. Questi percorsi devono essere facilmente accessibili ai pazienti, permettendo loro di ottenere diagnosi e trattamenti in tempi rapidi. Savarino ha concluso che è necessario monitorare l’efficacia di tali percorsi per garantire un reale miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da Mici.
La campagna e le iniziative come quella presentata alla Camera rappresentano un passo importante verso un’assistenza più integrata e efficace per chi vive con malattie infiammatorie croniche dell’intestino.
