Salute sociale e intelligenza artificiale: il vodcast sull’evoluzione della comunicazione

Il terzo episodio del vodcast “Ssn” esplora la comunicazione sanitaria nell’era digitale, evidenziando opportunità e sfide legate a social media e intelligenza artificiale per la salute pubblica.

Il terzo episodio della serie “Ssn – Salute, sostenibilità e nuove frontiere” è ora disponibile sulle principali piattaforme. Questo vodcast affronta il tema della comunicazione e dell’informazione sanitaria nell’era digitale, un argomento di crescente importanza per la salute pubblica.

Il contesto della salute digitale

Il 5 febbraio 2026, la crescente tendenza degli utenti a cercare informazioni sulla propria salute online è stata al centro del dibattito. Sempre più persone si rivolgono a motori di ricerca e social media per ottenere risposte prima di recarsi da un medico o in farmacia. L’intelligenza artificiale, insieme a figure come “Dottor Google”, rappresenta i primi punti di riferimento per chi cerca di comprendere sintomi e malattie. I social media, come Instagram, TikTok e Facebook, diventano spazi in cui gli utenti tentano di diagnosticarsi autonomamente o di ricevere consigli. Tuttavia, questo fenomeno solleva interrogativi fondamentali: come garantire un’informazione sanitaria corretta e affidabile, specialmente quando proviene da istituzioni? Questa è la questione centrale dell’episodio “Comunicazione e attenta informazione nell’era dei social” del vodcast, prodotto da Adnkronos in collaborazione con AbbVie. Il vodcast è accessibile da oggi su YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com.

Il ruolo delle istituzioni nella comunicazione sanitaria

Nel corso dell’episodio, sono intervenuti diversi esponenti politici e esperti del settore. Tra di essi, l’onorevole Ilenia Malavasi, membro della Commissione Sanità della Camera dei deputati, e l’onorevole Alessandro Cattaneo, membro della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni. Entrambi hanno evidenziato l’importanza di una comunicazione chiara e rigorosa in ambito sanitario. Cattaneo ha sottolineato come i social media abbiano trasformato il modo di comunicare, rendendo il dialogo tra istituzioni e cittadini più immediato, ma ha avvertito che la diffusione di notizie false in ambito sanitario rappresenta una minaccia. “Il rigore scientifico deve restare centrale”, ha affermato, avvertendo che il “fai da te” in salute può portare a gravi conseguenze.

L’onorevole Simona Loizzo ha poi condiviso la sua visione sull’intelligenza artificiale, riconoscendo il suo potenziale per l’analisi dei dati clinici, ma ha messo in guardia sui rischi legati a un uso improprio. Ha sollevato interrogativi su chi sia responsabile per le decisioni terapeutiche suggerite da algoritmi, evidenziando il rischio di aumentare le disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Le sfide della digitalizzazione in sanità

Malavasi ha messo in luce come la digitalizzazione rappresenti un elemento chiave della riforma sanitaria, insieme a risorse e personale. Ha evidenziato il potenziale della telemedicina e del telemonitoraggio nel rafforzare la relazione tra cittadini e sistema sanitario. Tuttavia, ha anche sottolineato l’importanza di proteggere i dati dei pazienti e di ridurre il digital divide, poiché molti cittadini utilizzano i social media ma non sfruttano appieno strumenti come il Fascicolo sanitario elettronico.

Il tema della prevenzione è stato un altro punto focale del dibattito. Malavasi ha ricordato che il 40% delle malattie oncologiche e cardiovascolari è prevenibile, ma ha espresso preoccupazione per i dati sull’adesione agli screening, che in Italia risultano ancora insoddisfacenti. Ha proposto che i social media possano essere utilizzati come strumenti per promuovere una corretta informazione e incoraggiare la partecipazione agli screening.

Opportunità e responsabilità nell’era digitale

Irma Cordella, Corporate Affairs Director di AbbVie Italia, ha concluso il dibattito parlando delle opportunità offerte dai social media e dall’intelligenza artificiale nella comunicazione sulla salute. Ha sottolineato che questi strumenti consentono una comunicazione più mirata e efficace, ma ha anche avvertito riguardo ai rischi dell’autodiagnosi. “Le diagnosi e le terapie spettano ai medici“, ha affermato, ribadendo che la credibilità e l’affidabilità dell’informazione devono rimanere prioritarie.

L’episodio completo del vodcast, che esplora l’evoluzione del sistema salute attraverso la voce di esperti e protagonisti, è disponibile su YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com.

Condivi su: