Salute: un’indagine rivela che quasi la metà delle donne evita prevenzione e cure nei centri antiviolenza

Presentato a Milano un progetto per combattere la violenza di genere e promuovere il diritto alla salute delle donne, con risultati allarmanti su accesso a cure e prevenzione.

Il 13 novembre 2025, a Milano, è stato presentato un importante progetto volto a combattere la **violenza di genere** e promuovere il **diritto alla salute** delle **donne**. L’iniziativa, intitolata “La salute è di tutte. Contro la violenza di genere, per il diritto delle donne alla salute”, è stata realizzata da **Dire – Donne in rete contro la violenza** con il supporto di **Novartis**, un’azienda leader nel settore **farmaceutico**. Durante l’evento, sono stati resi noti i risultati di un’indagine condotta su 207 donne presso i **centri antiviolenza** della rete **Dire** in tutta **Italia**, che ha messo in luce come la violenza influisca negativamente sull’accesso alla **prevenzione** e alle **cure sanitarie**.

Dati allarmanti sulla salute delle donne

L’indagine ha rivelato che quasi la metà delle donne intervistate, precisamente il **48,8%**, non ha mai partecipato a iniziative di **screening** promosse sul territorio. Inoltre, il **31%** delle donne che necessitano di cure si trova a fronteggiare **barriere** nell’accesso ai **servizi sanitari** a causa della violenza subita. Questi dati evidenziano un problema significativo che riguarda la salute delle donne, complicando ulteriormente il loro diritto all’assistenza sanitaria. La presentazione dei risultati è stata accompagnata da una nota congiunta che sottolinea l’impegno di **Novartis** nel reimmaginare la salute del futuro, con un focus sull’**equità** e sull’accesso tempestivo all’**innovazione**. Questo progetto ha anche ricevuto il patrocinio della **Società italiana di cardiologia (Sic)**, evidenziando l’importanza della collaborazione tra diversi attori nel settore della salute.

L’importanza della prevenzione

Cristina Carelli, presidente di **Dire**, ha commentato i risultati dell’indagine, sottolineando la complessità delle **vulnerabilità** sociali, economiche e psicologiche che le donne affrontano. Ha evidenziato come la **prevenzione sanitaria** debba essere considerata parte integrante della lotta contro la violenza, piuttosto che un tema separato. È fondamentale migliorare il dialogo tra il **sistema sanitario** e i **centri antiviolenza** per garantire che il personale sanitario sia adeguatamente formato a riconoscere la violenza come un fenomeno che influisce sulla salute nel lungo termine. La prevenzione è emersa come un tema cruciale, con il **49,8%** delle intervistate che ha dichiarato di consultare un medico solo in caso di sintomi, evidenziando un approccio reattivo piuttosto che preventivo alla gestione della salute.

Impatti psicologici della violenza

L’indagine ha anche messo in luce le conseguenze **psicologiche** della violenza sulle donne. Oltre il **70%** delle intervistate ha riferito di aver sperimentato episodi di **solitudine** nell’ultimo anno, segnalando un diffuso senso di **isolamento**. Manuela Stranges, dell’**Università della Calabria**, ha spiegato che la violenza agisce come un fattore strutturale che impoverisce la salute mentale delle donne, generando **ansia**, isolamento e difficoltà a fidarsi di sé e degli altri. È emerso che il supporto dei **centri antiviolenza** è percepito come fondamentale, con il **75,8%** delle donne che ha riportato un miglioramento del proprio **benessere mentale** dopo aver ricevuto assistenza.

Progetti futuri per le donne vittime di violenza

Per facilitare l’accesso delle donne vittime di violenza ai percorsi di **prevenzione** e **assistenza**, il progetto “La salute è di tutte” prevede un calendario di appuntamenti nei **centri antiviolenza** della rete **Dire**. Queste iniziative includeranno visite gratuite e colloqui dedicati alla prevenzione del **tumore al seno** e delle **malattie cardiovascolari**, che rappresentano tra le principali cause di morte tra le donne in **Italia**, in particolare nelle fasce d’età tra i **35** e i **55 anni**. Chiara Gnocchi, responsabile comunicazione e advocacy di **Novartis Italia**, ha sottolineato l’importanza di sviluppare modelli di collaborazione a livello sanitario e sociale per garantire il diritto alla salute in modo equo e universale, sostenendo l’iniziativa di **Dire**.

Tutte le informazioni relative ai **centri antiviolenza** della rete **Dire** e ai servizi di supporto offerti alle donne possono essere consultate sul sito **direcontrolaviolenza.it**.

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