San Valentino: verità e falsi miti su cene afrodisiache con cioccolato e ostriche

I professionisti della salute avvertono sui miti alimentari riguardanti i cibi afrodisiaci, sottolineando l’assenza di prove scientifiche per sostenere tali credenze, specialmente a San Valentino.

I professionisti della salute mettono in guardia contro le credenze infondate riguardo ai cibi considerati afrodisiaci, come il cioccolato e il peperoncino. Questo avvertimento arriva in occasione di San Valentino, una festività in cui molte persone si lasciano influenzare da miti alimentari legati al desiderio e alla passione. Gli esperti della piattaforma ‘Dottore ma è vero che…?’, gestita dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), hanno recentemente chiarito la questione, sottolineando che non ci sono prove scientifiche a supporto dell’efficacia di tali alimenti.

La questione degli afrodisiaci

Il termine afrodisiaco deriva dalla dea greca dell’amore, Afrodite, e si riferisce a cibi o sostanze che si crede possano aumentare il desiderio sessuale. Tuttavia, gli esperti affermano che queste convinzioni sono prive di fondamento scientifico. Non esistono alimenti che possano garantire un incremento del desiderio o del piacere fisico. Le credenze legate a cibi afrodisiaci sono presenti in diverse culture, ma sono basate più su tradizioni che su evidenze concrete. Secondo i medici, se un alimento avesse realmente proprietà afrodisiache, dovrebbe provocare effetti tangibili, come un aumento del flusso sanguigno verso gli organi coinvolti nella risposta sessuale o una stimolazione immediata del desiderio. Gli effetti simili possono essere ottenuti tramite trattamenti farmacologici o psicoterapia, ma non attraverso il cibo.

Ingredienti che creano false illusioni

Alcuni alimenti, come il cioccolato, il peperoncino e le ostriche, continuano a essere associati a false aspettative romantiche. Il peperoncino, ad esempio, è noto per contenere capsaicina, una sostanza con effetti antinfiammatori e digestivi, ma non ha comprovati effetti afrodisiaci. Le ostriche sono spesso citate per il loro contenuto di zinco, che può influenzare i livelli di testosterone, ma non ci sono evidenze scientifiche che confermino un legame diretto tra il consumo di ostriche e un miglioramento delle funzioni sessuali maschili.

Il cioccolato, d’altra parte, è stato associato all’aumento di ormoni come la serotonina, che possono migliorare l’umore, ma per ottenere un effetto significativo sarebbe necessario consumarne quantità eccessive, poco salutari. Anche se si è ipotizzato che il cioccolato possa avere effetti vasodilatatori, non ci sono prove che dimostrino un impatto diretto sul desiderio sessuale.

Infine, l’alcol, spesso considerato un facilitatore di situazioni romantiche, in realtà tende a deprimere le funzioni corporee. Sebbene possa ridurre l’ansia e favorire il rilassamento, un elevato consumo di alcol può portare a problemi come la disfunzione erettile e l’eiaculazione precoce. Gli esperti avvertono che l’idea di un potere afrodisiaco legato all’alcol è fuorviante e non supportata da dati scientifici.

La celebrazione di San Valentino, quindi, non dovrebbe essere accompagnata da aspettative irrealistiche riguardo ai cibi afrodisiaci. È importante affrontare la questione con una visione informata e basata su evidenze, evitando di cadere in trappole legate a miti alimentari che non hanno fondamento scientifico.

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