Sanità, Aceti di Salutequità: “Nessun passo indietro sull’assistenza domiciliare dopo il Pnrr”

L’appello di Tonino Aceti per garantire la sostenibilità dell’Assistenza Domiciliare Integrata in Italia e l’importanza di nuovi finanziamenti nella prossima legge di Bilancio.

Il 28 settembre 2026, Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ha lanciato un appello urgente per garantire la sostenibilità dei servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (Adi) in Italia. In un editoriale pubblicato sul sito ufficiale dell’associazione, Aceti ha sottolineato l’importanza di destinare risorse specifiche nella prossima legge di Bilancio, avvertendo che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) sta per concludere il suo ciclo e che è necessario agire tempestivamente per non compromettere i progressi ottenuti.

La situazione attuale dell’adi

Aceti ha evidenziato i significativi miglioramenti ottenuti grazie ai fondi del Pnrr, che hanno portato l’assistenza agli over 65 dal 4,6% nel 2019 all’11,3% nel 2025. Questo incremento è stato possibile grazie a circa 3 miliardi di euro di finanziamenti, ai quali si aggiungono 1,5 miliardi destinati alla telemedicina, fondamentale per l’erogazione dell’Adi. Tuttavia, Aceti ha avvertito che per mantenere questi livelli di accessibilità sarà cruciale includere nuove risorse nella legge di Bilancio. Ha anche sottolineato che, sebbene siano stati fatti progressi, non è stata data la giusta priorità alla gestione dei pazienti con alta complessità assistenziale, evidenziando la disparità territoriale nell’accesso ai servizi.

Le sfide future per l’assistenza domiciliare

Nel 2023, il 58,5% delle assistenze agli over 65 è stato caratterizzato da interventi sporadici e da un livello minimo di intensità assistenziale. Aceti ha notato una diminuzione delle ore medie di assistenza per caso, passando da 18 a 15 ore tra il 2022 e il 2023. Le differenze regionali rimangono marcate, con dati che mostrano una media nazionale di 3,09 assistiti per mille abitanti, ma con punte di 7,12 in Molise e 5,97 in Basilicata, mentre in altre aree come la Provincia di Bolzano e la Calabria i numeri scendono drasticamente.

Le richieste di finanziamento e le preoccupazioni delle regioni

Aceti ha esortato il governo a non tornare indietro rispetto ai progressi ottenuti, sottolineando che la prossima legge di Bilancio deve garantire continuità e rafforzamento delle cure domiciliari. Ha citato due motivi fondamentali per cui questa scelta è necessaria: l’epidemiologia del Paese e l’allerta lanciata dalle Regioni riguardo alla mancanza di copertura finanziaria post-2026. Secondo i dati Istat, Italia ha la maggiore quota di popolazione anziana in Europa, con il 24% della popolazione sopra i 65 anni, e quasi la metà di queste persone soffre di più patologie croniche.

Le implicazioni economiche e la sostenibilità del servizio sanitario

Un recente rapporto della Ragioneria Generale dello Stato ha evidenziato che il mantenimento di alcuni interventi legati al Pnrr comporterà un costo annuo di oltre 1.300 milioni di euro a partire dal 2027. Aceti ha concluso affermando che se la salute degli anziani e delle persone fragili è una priorità, è fondamentale che la prossima legge di Bilancio preveda adeguati finanziamenti per l’assistenza. Arretrare sulle cure domiciliari, ha avvertito, significherebbe adottare una direzione errata per il Sistema Sanitario Nazionale, compromettendo la sua sostenibilità e l’efficacia dei servizi offerti.

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