Il 28 gennaio 2026, durante un’audizione presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ha espresso preoccupazioni riguardo all’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea). Sebbene riconosca l’importanza di questo passo, Aceti ha sottolineato come non sia ancora sufficiente a garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini. L’ultimo aggiornamento dei Lea risale al 2017, ma è entrato in vigore solo nel 2025, il che ha portato a quasi nove anni di attesa. Secondo Aceti, rimangono significative lacune che necessitano di interventi urgenti.
Criticità nei livelli essenziali di assistenza
Aceti ha evidenziato che, sebbene l’aggiornamento dei Lea sia un passo positivo, ci sono ancora aspetti cruciali che richiedono attenzione. Ad esempio, l’esclusione di codici di esenzione per patologie come la cefalea primaria cronica, la psoriasi severa a placche e la dermatite atopica rappresenta una mancanza significativa. Queste patologie, che colpiscono un numero considerevole di pazienti, non sono ancora riconosciute nel sistema di assistenza, creando disuguaglianze nell’accesso alle cure.
Inoltre, Aceti ha messo in luce un altro aspetto critico riguardante l’oncologia di precisione. Ha sottolineato come, sebbene l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) rimborsi farmaci oncologici per terapie mirate, non sia chiaro perché nei Lea non sia prevista anche la rimborsabilità dei test genetici e diagnostici necessari per accedere a questi farmaci innovativi. Attualmente, esiste una tabella dedicata ai test, ma questa non è completa e non include tutti quelli richiesti per le terapie oncologiche approvate dall’Aifa, come nel caso del colangiocarcinoma.
Richieste per un aggiornamento efficace
Salutequità ha espresso la necessità che l’aggiornamento dei Lea preveda contestualmente la rimborsabilità sia dei farmaci sia dei test diagnostici e genetici indispensabili per un utilizzo appropriato delle terapie. Aceti ha anche fatto riferimento a una recente sentenza del Tar, la quale stabilisce che il decreto Tariffe debba essere riscritto e approvato dal Ministero della Salute, dal Governo e dalle Regioni entro settembre 2026. Tuttavia, ha avvertito che le Regioni non sarebbero state coinvolte in modo adeguato nel processo, creando il rischio di un ritorno ai Lea del 2001 se non si rispettassero i tempi di approvazione.
Aceti ha sottolineato l’importanza di garantire tempi rapidi e procedure più snelle per l’aggiornamento dei Lea. Ha suggerito la creazione di un’autorità autonoma in grado di aggiornare continuamente i Lea, integrando prestazioni innovative ed eliminando quelle obsolete, basandosi sulle migliori evidenze scientifiche disponibili. È fondamentale, secondo Aceti, che i Lea siano applicati in modo uniforme in tutte le Regioni, per evitare disparità nell’accesso alle cure e nel trattamento delle patologie.
