Sanità: avviata la Fondazione Infermieri per garantire il futuro della professione

La Fondazione Infermieri promuove l’evoluzione della professione infermieristica in Italia, affrontando le sfide sanitarie attraverso formazione, ricerca e innovazione per migliorare la salute della popolazione.

La Fondazione Infermieri, un’iniziativa promossa dalla Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi), è stata presentata oggi, il 15 gennaio 2025, durante l’evento nazionale “Percorsi e iniziative di eccellenza per l’evoluzione della professione infermieristica”. Questo progetto ambizioso è stato concepito per supportare l’evoluzione della figura professionale degli infermieri in Italia, rispondendo in modo innovativo alle crescenti esigenze di salute del Paese. L’evento ha visto la partecipazione di istituzioni, professionisti del settore sanitario, esperti e vari stakeholder, con il supporto di aziende come Boehringer Ingelheim, Bristol Myers Squibb, Lundbeck Italia, Roche, Gruppo Servier in Italia e UCB Pharma.

Obiettivi e missione della Fondazione

Barbara Mangiacavalli, presidente della Fondazione Infermieri e della Fnopi, ha sottolineato che la Fondazione rappresenta una risorsa fondamentale per gli infermieri, in quanto mira a fornire risposte concrete nel campo della formazione e della ricerca. Il focus principale è lo sviluppo della professione, attraverso validazioni scientifiche e percorsi volti a promuovere il benessere degli iscritti all’Albo. La Fondazione si inserisce in un contesto in cui il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) deve affrontare sfide significative, tra cui l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche. In questo scenario, il ruolo dell’infermiere diventa sempre più centrale, richiedendo competenze avanzate e una gestione efficace dei bisogni di salute delle persone e delle comunità.

La Fondazione si propone di fornire strumenti di ricerca, formazione e innovazione per affrontare le sfide attuali, rappresentando un investimento nella salute dei cittadini e nel rafforzamento dell’efficienza e della resilienza del Ssn. È un progetto che non solo si rivolge alla professione infermieristica, ma guarda anche a tutta la società, con particolare attenzione alla tutela delle persone più vulnerabili e all’innovazione dei servizi sanitari.

Le aree di intervento prioritario

La Fondazione Infermieri si articola attorno a cinque “assi di intervento prioritari”. Questi includono la ricerca e l’innovazione infermieristica, con un focus sulle evidenze scientifiche e sui modelli assistenziali integrati; lo sviluppo professionale, attraverso programmi formativi per il consolidamento delle competenze avanzate; l’innovazione digitale, con studi sull’applicazione delle tecnologie emergenti nella pratica infermieristica; la partecipazione attiva alle politiche sanitarie, per contribuire alla definizione di strategie per un Ssn di qualità e sostenibile; e infine, la valorizzazione culturale e istituzionale della professione, attraverso attività divulgative e iniziative pubbliche.

La Fondazione adotta un modello gestionale improntato alla trasparenza e alla collaborazione, con un Consiglio di Amministrazione e un Comitato Tecnico-Scientifico multidisciplinare che include rappresentanti del mondo infermieristico, accademico e istituzionale. Sarà supportata dall’impegno della Fnopi e da collaborazioni con università, istituti di ricerca, associazioni scientifiche e enti pubblici e privati.

La situazione attuale e le prospettive future

Attualmente, il contesto sanitario italiano presenta sfide significative. Gli infermieri rappresentano il gruppo professionale più numeroso nel settore, con quasi 461.313 iscritti agli Ordini. Tuttavia, il rapporto di 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti è inferiore alla media dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), che si attesta intorno a 9,5. L’età media degli infermieri italiani è di 46,5 anni, con una predominanza femminile. Si prevede che, entro il 2035, tra 80.000 e 110.000 infermieri raggiungeranno l’età pensionabile, creando una potenziale carenza di 60.000-100.000 professionisti nei prossimi cinque anni, con stime che indicano una mancanza di 300.000 infermieri entro il 2035.

In Italia, il numero di laureati in infermieristica è tra i più bassi dell’Ocse, con circa 17 laureati per 100.000 abitanti. Si prevede che tra oggi e il 2029 ci saranno circa 73.000-86.000 nuovi laureati, un numero insufficiente a compensare i pensionamenti e la crescente domanda di assistenza. La figura dell’infermiere diventerà sempre più strategica, con responsabilità che spaziano dalla gestione delle cronicità alla promozione della salute, fino alla governance dei servizi.

L’infermiere del futuro sarà caratterizzato da un’autonomia crescente e da un riconoscimento del proprio ruolo all’interno del sistema sanitario, diventando un professionista digitale capace di integrare tecnologie avanzate e strumenti di e-health. La Fondazione Infermieri si propone di accompagnare questa evoluzione, fornendo supporto e risorse necessarie per garantire che gli infermieri siano preparati e motivati a fronteggiare le sfide del futuro, contribuendo così al miglioramento della qualità dei servizi sanitari in Italia.

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