Nonostante la natura universalistica del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), l’accesso alle cure in Italia nel 2025 risulta fortemente influenzato dalla situazione economica individuale. Questo è quanto emerso dal rapporto intitolato “Quando i soldi non bastano – Il razionamento sanitario in Italia“, realizzato da ACLI, CAF ACLI, NeXt Nuova Economia per Tutti e dall’Università di Roma Tor Vergata, con il supporto di Comipa, Federcasse BCC, Federazione Lombarda BCC e Federazione Toscana BCC e IREF.
Analisi del razionamento sanitario
La ricerca, condotta attraverso l’analisi di oltre 8 milioni di dichiarazioni dei redditi (modello 730) relative al periodo compreso tra il 2019 e il 2024, ha messo in luce l’esistenza di un fenomeno di razionamento sanitario implicito. Suddividendo la popolazione in cinque scaglioni di reddito, dal più basso al più alto, si evidenzia che la spesa media “di tasca propria” (out of pocket), escludendo i ticket sanitari, mostra un divario significativo: i contribuenti con redditi più elevati spendono mediamente tra quattro e cinque volte in più rispetto a quelli con redditi più bassi.
Questa disparità è attribuibile a diversi fattori, tra cui i limiti di accesso alla sanità pubblica, caratterizzati da lunghi tempi di attesa e carenze nei servizi di cura non emergenziale. Tali condizioni spingono le persone con maggiori risorse economiche a rivolgersi al settore privato per ricevere le cure necessarie, creando così un divario crescente tra le diverse fasce di reddito.
Impatto sulle fasce più vulnerabili
Il rapporto mette in evidenza come questo fenomeno di razionamento sanitario non colpisca uniformemente la popolazione. Le fasce più fragili, che spesso non possono permettersi di accedere ai servizi privati, si trovano in una situazione di svantaggio, con un accesso limitato alle cure necessarie. Questo porta a una crescente disuguaglianza nella salute tra le diverse classi sociali, con conseguenze dirette sulla qualità della vita e sul benessere generale.
In un contesto in cui la salute è considerata un diritto fondamentale, la situazione attuale solleva interrogativi importanti sulla sostenibilità del sistema sanitario italiano e sulla necessità di interventi mirati per garantire a tutti i cittadini un accesso equo alle cure. La ricerca sottolinea l’urgenza di affrontare queste problematiche, affinché il Servizio Sanitario Nazionale possa adempiere alla sua missione di garantire assistenza a tutti, indipendentemente dalla propria situazione economica.
