Il 10 dicembre 2025, presso il Ministero della Salute in Italia, si è tenuta una conferenza per discutere della crescente digitalizzazione nel settore sanitario. Questo incontro ha visto la partecipazione di figure istituzionali, professionisti della salute e specialisti nel campo della digitalizzazione, e ha avuto come obiettivo la presentazione di un’indagine sullo stato attuale della salute digitale, commissionata dal Fonsad, il Forum Nazionale della Salute Digitale. Questa iniziativa mira a promuovere l’adozione delle tecnologie digitali nel Servizio Sanitario Nazionale (Ssn).
Il contesto della digitalizzazione sanitaria in Italia
La digitalizzazione nel settore sanitario italiano sta vivendo un momento cruciale, con l’obiettivo di diventare un modello di riferimento in Europa. Tuttavia, nonostante i progressi, il percorso da seguire è ancora lungo e complesso. Durante l’incontro, è emerso che il processo richiede interventi normativi, organizzativi e culturali. Il Fonsad, creato grazie alla collaborazione tra il Ministero della Salute, Agenas e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, si propone come un punto di incontro strategico per le istituzioni, le aziende e i professionisti del settore. La ricerca ha rivelato che l’adozione di soluzioni digitali è fondamentale per garantire un sistema sanitario più efficiente e accessibile, migliorando così la qualità delle cure per i pazienti.
Le parole del ministro della salute
Orazio Schillaci, Ministro della Salute, ha sottolineato l’importanza della trasformazione digitale come una delle sfide principali per modernizzare il sistema sanitario italiano. “I dati della survey mostrano un forte interesse da parte dei professionisti della salute verso l’uso delle nuove tecnologie, ma evidenziano anche che per molti di loro questo rappresenta un terreno nuovo. È qui che dobbiamo intervenire”, ha affermato Schillaci. Il Ministro ha anche evidenziato l’impegno del governo nell’investire nella formazione dei professionisti, con l’obiettivo di fornire loro le competenze necessarie per gestire le nuove tecnologie. Finora, 2.500 operatori del Ssn hanno beneficiato di questo programma di formazione.
Risultati dell’indagine e sfide future
L’indagine ha coinvolto 1.144 partecipanti, tra cui il 26% erano medici di medicina generale e il 74% specialisti. I risultati hanno mostrato che sia i medici di medicina generale che gli specialisti percepiscono un livello di informazione limitato riguardo all’innovazione digitale. In particolare, il 46% dei medici di medicina generale e il 40% degli specialisti hanno dichiarato di sentirsi poco informati. Nonostante ciò, circa il 70% degli operatori sanitari ha dimostrato una predisposizione positiva verso l’uso delle tecnologie digitali. Tuttavia, la telemedicina e l’intelligenza artificiale risultano ancora poco utilizzate, indicando la necessità di migliorare la formazione e l’accesso a queste tecnologie.
Le opinioni degli esperti
Giuseppe Petrella, Presidente dell’Irccs Crob, ha sottolineato l’importanza di commissionare questa indagine, che offre una visione chiara delle sfide da affrontare nel settore sanitario. “Dobbiamo assumerci la responsabilità di accompagnare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, comprendendo i potenziali rischi e le ricadute negative“, ha dichiarato Petrella. La survey ha anche evidenziato come la resistenza al cambiamento, sia da parte dei professionisti che dei pazienti, rappresenti un ostacolo significativo all’adozione delle pratiche digitali. Vito De Filippo, ex Sottosegretario di Stato alla Salute, ha evidenziato la necessità di un equilibrio tra tecnologia e fattore umano per mantenere alta la qualità del sistema sanitario.
Questa indagine ha messo in luce l’urgenza di un approccio collettivo e consapevole per affrontare le sfide della digitalizzazione, con l’obiettivo di garantire un sistema sanitario che possa rispondere efficacemente alle esigenze dei pazienti e degli operatori.

