Sanità: l’Armenia esplora il modello Nemo presso l’ospedale Niguarda di Milano

Visita del ministro Arsen Torosyan al Centro Clinico Nemo di Milano per promuovere la cooperazione tra Italia e Armenia nella cura delle disabilità e delle malattie rare.

Nel pomeriggio del 24 novembre 2025, il Centro Clinico Nemo situato presso l’Ospedale Niguarda di Milano ha ospitato una visita istituzionale di grande rilievo. Il ministro del Lavoro e Affari sociali dell’Armenia, Arsen Torosyan, ha incontrato il ministro per le Disabilità italiano, Alessandra Locatelli. Questo incontro si è svolto in un contesto di cooperazione tra Italia e Armenia, con l’intento di approfondire le pratiche di cura e assistenza per le persone con disabilità.

Un incontro significativo al Centro clinico Nemo

La visita ha avuto come obiettivo principale quello di far conoscere il modello di assistenza e ricerca del Centro Clinico Nemo, attivo da 17 anni e riconosciuto a livello nazionale e internazionale per la sua specializzazione nelle malattie neuromuscolari e neurodegenerative. Ad accogliere la delegazione, il presidente dei Centri Clinici Nemo, Marco Rasconi, insieme al direttore generale Paolo Lamperti e alla direttrice clinico-scientifica della sede milanese, Valeria Sansone. Presenti anche il direttore generale dell’Ospedale Niguarda, Alberto Zoli, e la direttrice sociosanitaria, Laura Zoppini.

Durante la visita, il ministro Torosyan e il ministro Locatelli hanno avuto l’opportunità di interagire con pazienti e famiglie, osservando da vicino il processo di presa in carico che caratterizza il modello Nemo. Questo approccio multidisciplinare è stato riconosciuto come un esempio virtuoso per la cura di patologie rare e complesse, come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e la Sclerosi Muscolare Atrofizzante (SMA), per le quali attualmente non esistono cure definitive.

Il memorandum d’intesa tra Italia e Armenia

La visita si inserisce in un contesto più ampio di cooperazione tra i due Paesi, rafforzato da un memorandum d’intesa firmato a Yerevan nel giugno 2025. Questo accordo, sottoscritto dal ministro Locatelli, ha come obiettivo principale lo sviluppo di progetti condivisi e lo scambio di buone pratiche per la tutela dei diritti delle persone con disabilità. L’incontro al Centro Nemo rappresenta un passo importante in questa direzione, evidenziando l’importanza della collaborazione internazionale nel settore della salute.

Il modello Nemo è stato identificato come un esempio di eccellenza, capace di integrare conoscenze cliniche e innovazione terapeutica. L’approccio adottato dal centro ha portato alla creazione di un network nazionale, che oggi conta otto sedi, contribuendo così a una rete di cura e ricerca riconosciuta anche a livello internazionale.

Risultati e impatti del Centro clinico Nemo

I risultati ottenuti dal Centro Nemo di Milano parlano chiaro. Nell’ultimo anno, il centro ha assistito oltre 1.500 pazienti, tra adulti e bambini, e ha gestito 74 studi di ricerca clinica, che includono anche studi di fase 1. Questi studi sono fondamentali per testare la sicurezza e la tollerabilità di nuovi farmaci, con 120 pazienti che hanno già avuto accesso a trattamenti innovativi.

Inoltre, il centro è stato riconosciuto come presidio per le malattie rare dalla Regione Lombardia ed è parte della rete europea (ERN) per le malattie neuromuscolari. La sua partecipazione all’Executive Board del Neuromuscular Study Group, un consorzio internazionale dedicato alla ricerca sulle patologie neuromuscolari, sottolinea ulteriormente l’importanza del contributo del Nemo nella comunità scientifica globale.

Marco Rasconi, presidente dei Centri Clinici Nemo, ha dichiarato che la visita rappresenta un’opportunità per rafforzare il dialogo tra i Paesi e per mettere al centro le esigenze delle persone. Condividere esperienze cliniche e scientifiche è essenziale per rispondere ai bisogni delle famiglie e per generare nuove opportunità di accesso alla cura per chi affronta queste sfide.

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