Sanità: Quici (Cimo-Fesmed) avverte, ‘riduzione di personale e risorse aumenta le attese’

Il sistema sanitario italiano affronta una crisi di personale e risorse, compromettendo la qualità dei servizi e la salute pubblica, secondo Guido Quici del sindacato medici Cimo-Fesmed.

Nel corso degli ultimi anni, il sistema sanitario italiano ha subito un significativo ridimensionamento, caratterizzato da una diminuzione dei posti letto, delle prestazioni e del personale. Questo scenario è aggravato da un blocco della spesa sanitaria che risale al 2008, creando una situazione in cui la scarsità di personale sanitario compromette la capacità di fornire servizi adeguati. Guido Quici, presidente nazionale del sindacato medici Cimo-Fesmed, ha espresso queste preoccupazioni durante il convegno “Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide”, tenutosi a Roma il 15 marzo 2025.

Situazione attuale del personale sanitario

La carenza di personale sanitario è una delle problematiche più gravi che affliggono il settore. Negli ultimi anni, molti medici e infermieri hanno lasciato il servizio, non solo a causa di motivi economici, ma anche per le condizioni di lavoro sempre più difficili. La mancanza di risorse ha portato a una progressiva riduzione delle attività sanitarie, con un impatto diretto sui servizi offerti ai cittadini. Questo calo di personale si traduce in una minore capacità di garantire assistenza e prestazioni sanitarie di qualità.

Il blocco della spesa dal 2008 ha avuto ripercussioni dirette sulla capacità delle strutture di investire in nuove assunzioni e miglioramenti delle condizioni lavorative. I professionisti del settore si trovano a dover gestire carichi di lavoro sempre più pesanti, con un numero di pazienti per ogni operatore che continua a crescere. Le conseguenze si riflettono non solo sulla salute dei lavoratori, ma anche sulla qualità dell’assistenza fornita ai pazienti.

Impatto sulla prevenzione e sui servizi sanitari

La riduzione dell’offerta sanitaria ha avuto un effetto diretto sulla prevenzione secondaria e terziaria, aspetti fondamentali per garantire una salute pubblica efficace. Senza un adeguato sviluppo di programmi di prevenzione, il rischio è quello di aumentare il numero di casi gravi che potrebbero essere evitati con interventi tempestivi. La mancanza di medici e infermieri non consente di implementare strategie preventive efficaci, lasciando i cittadini esposti a rischi che potrebbero essere mitigati.

Quici ha sottolineato l’importanza di affrontare queste sfide con urgenza, evidenziando che la salute della popolazione non può essere sacrificata a causa di vincoli di bilancio. È fondamentale che le istituzioni riconoscano l’importanza di investire nel personale sanitario e nelle strutture, per garantire un servizio di qualità che possa rispondere adeguatamente alle esigenze della popolazione.

Le parole di Guido Quici risuonano come un appello a tutti i livelli, affinché si prenda coscienza della situazione critica e si avviino riforme necessarie per il rilancio del sistema sanitario nazionale. La salute è un diritto fondamentale e la sua tutela deve essere una priorità per il governo e le istituzioni, affinché si possa garantire un futuro migliore per tutti.

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