Sanità, Servadio (Ofi Lazio): “Il nostro Ordine come riferimento tra fisioterapista e pronto soccorso”

Il congresso dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio affronta il ruolo cruciale della fisioterapia nella salute, le riforme sanitarie e l’integrazione delle nuove tecnologie.

ROMA – Nei giorni del 21 e 22 maggio 2025, il Consiglio regionale del Lazio ha accolto il terzo congresso regionale dell’Ordine dei Fisioterapisti (Ofi) del Lazio, intitolato ‘Le dimensioni della professione nella promozione integrata della salute. Il ruolo della fisioterapia nel Lazio tra prevenzione, cura e riabilitazione’. Questo evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto e riflessione, trasformando la rinomata sede di via della Pisana in un centro nevralgico per il dibattito scientifico e politico riguardante la sanità riabilitativa. In collaborazione con l’Associazione Italiana di Fisioterapia (Aifi), sia a livello regionale che nazionale, il congresso ha offerto una piattaforma per discussioni cliniche, istituzionali e sociali, attirando centinaia di professionisti del settore. La fisioterapia, grazie alla sua recente autonomia ordinistica, si propone come un elemento chiave per il rinnovamento del Sistema sanitario regionale.

Le riforme e il dialogo politico per una sanità di prossimità

Il congresso ha affrontato le sfide strutturali legate alle riforme sanitarie in corso, ponendo l’accento sulla necessità di attuare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) a livello locale. Durante le tavole rotonde, i rappresentanti di Ofi Lazio, guidati dalla presidente Annamaria Servadio, hanno sottolineato l’importanza di un cambio di paradigma. La fisioterapia non deve più essere vista come l’ultimo anello della catena assistenziale, ma come un pilastro essenziale delle cure primarie e della medicina d’iniziativa. Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche, l’integrazione dei fisioterapisti nelle Case della Salute e negli ospedali di Comunità è diventata una priorità. Durante il dibattito, è stata espressa particolare attenzione per l’evoluzione normativa locale, con l’analisi delle nuove regole per l’esercizio della libera professione e delle procedure di semplificazione per la Comunicazione di Inizio Attività. Questi passaggi sono stati definiti storici e fondamentali per snellire il lavoro dei professionisti e garantire una rete di assistenza più efficiente e accessibile.

L’avanguardia scientifica: l’impatto delle tecnologie e l’importanza dell’empatia

Il congresso ha offerto anche un’analisi approfondita delle tecnologie emergenti destinate a trasformare i contesti riabilitativi. Le sessioni dedicate alla robotica applicata, ai sistemi di realtà virtuale per il recupero neuromotorio e all’integrazione di algoritmi di intelligenza artificiale hanno evidenziato come queste innovazioni possano migliorare notevolmente l’accuratezza della diagnosi funzionale e la teleriabilitazione. Tuttavia, i partecipanti hanno ribadito che la tecnologia deve servire a potenziare le capacità del professionista e non a sostituirlo. L’alleanza terapeutica, l’ascolto attivo e l’approccio empatico verso il paziente rimangono fondamentali per garantire l’efficacia del percorso di cura, trasformando la tecnologia in un alleato e non in un ostacolo.

Focus sul dolore invisibile: pavimento pelvico, endometriosi e fibromialgia

Un aspetto distintivo di questa edizione è stato l’ampio spazio dedicato alla gestione multidisciplinare di patologie complesse spesso trascurate. Il congresso ha formalmente integrato la riabilitazione del pavimento pelvico nel coordinamento scientifico di Ofi Lazio, un passo significativo che dimostra un forte impegno verso le associazioni di pazienti affetti da malattie croniche come l’endometriosi. Inoltre, è stata posta particolare attenzione sul trattamento della fibromialgia, una condizione che richiede competenze specialistiche e un approccio integrato. Durante i lavori, sono state presentate esperienze positive già attive nel Lazio, come il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) sviluppato dall’Università La Sapienza di Roma e dal Policlinico Umberto I, con l’intento di mappare i bisogni legati al ‘dolore invisibile’ e tradurli in protocolli terapeutici condivisi.

Formazione e contrasto all’abusivismo professionale

Le conclusioni del congresso hanno evidenziato il legame tra l’eccellenza della formazione continua (Ecm) e la tutela della salute pubblica. La specializzazione della classe dei fisioterapisti laziali è stata considerata uno strumento fondamentale contro l’abusivismo professionale. Garantire ai cittadini l’accesso a professionisti certificati e costantemente aggiornati è essenziale per un’assistenza sicura e integrata. Il congresso di Ofi Lazio ha rappresentato non solo un successo organizzativo, ma anche un manifesto per il futuro della fisioterapia nel Lazio, una professione unita e impegnata a rispondere ai reali bisogni della comunità.

Servadio: “Bilancio positivo e impegnativo”

La presidente Annamaria Servadio ha espresso grande soddisfazione per i risultati ottenuti. “Il bilancio è positivo ma anche estremamente impegnativo”, ha dichiarato. “Ogni congresso porta con sé nuove sfide e responsabilità, ma questo dimostra che stiamo lavorando bene. Siamo consapevoli che ci sono molte strade da percorrere e che la domanda di salute e riabilitazione è in continua crescita. Dobbiamo essere attori chiave nel proporre soluzioni alle istituzioni e nel supportare i professionisti”. Servadio ha sottolineato l’importanza della ricerca in fisioterapia, evidenziando come le evidenze scientifiche siano fondamentali per garantire prestazioni cliniche appropriate e adattate alle competenze dei fisioterapisti.

Progetti di sperimentazione

Guardando al futuro, Ofi Lazio è impegnato in progetti di sperimentazione, come il Fisioterapista in farmacia, che rappresenta un nuovo modello di accessibilità al sistema sanitario. “Stiamo per avviare l’accoppiamento delle farmacie con i fisioterapisti”, ha dichiarato Servadio. “Ci aspettiamo risultati significativi, poiché questo progetto offrirà ai cittadini la possibilità di ricevere valutazioni riabilitative in un luogo di accesso fondamentale come la farmacia”. Inoltre, è in fase di sviluppo il progetto del fisioterapista di pronto soccorso, per migliorare la gestione dei disordini muscolo-scheletrici direttamente in ambito ospedaliero.

Servadio: “Il Lazio come punto di riferimento”

Servadio ha anche evidenziato come il Lazio stia diventando un modello per altri ordini territoriali in Italia, grazie ai progetti innovativi in atto. “Il nostro modello di fisioterapista in farmacia e di pronto soccorso sta attirando l’attenzione di altre regioni”, ha affermato. “Il 28 maggio parteciperò a un evento a Milano, dove presenteremo il modello Lazio, un approccio che può essere implementato rapidamente e con successo”.

Aurigemma: “La nostra nazione è il secondo paese più longevo al mondo”

Il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, ha aperto il congresso sottolineando l’importanza del ruolo dei fisioterapisti nel Servizio sanitario regionale, soprattutto in un contesto in cui l’Italia è il secondo paese più longevo al mondo. “Dobbiamo lavorare non solo per aumentare le aspettative di vita, ma anche per migliorare la qualità della vita”, ha dichiarato, evidenziando gli sforzi dell’Ordine per innovare nella riabilitazione e nella cura del paziente.

Ferrante: “Dobbiamo adattarci alle nuove esigenze di salute”

Il presidente della Federazione Nazionale Ordine Fisioterapisti, Piero Ferrante, ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra i vari livelli del sistema sanitario. “Solo lavorando insieme, riusciremo a portare la fisioterapia dove merita. Dobbiamo essere capaci di adattarci alle nuove esigenze di salute dei cittadini, anticipandole quando possibile”, ha affermato.

Urbani: “Il fisioterapista è fondamentale nella gestione della cronicità”

Infine, Andrea Urbani, direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, ha evidenziato il ruolo cruciale dei fisioterapisti nella gestione della cronicità. “La professione deve essere integrata nei modelli di assistenza territoriale, per prevenire l’accesso agli ospedali e garantire un supporto adeguato ai pazienti fragili”, ha concluso, sottolineando l’importanza di ridefinire i ruoli professionali in un contesto in evoluzione.

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