ROMA – Durante l’apertura del corso di aggiornamento nazionale intitolato “Sicurezza, tecniche asettiche e automazione nelle Ufa: teoria e pratica”, tenutosi all’Università Cattolica il 3 e 4 febbraio 2026, il presidente della Sifo, Arturo Cavaliere, ha sottolineato l’importanza di adattarsi ai cambiamenti in atto nelle Unità Farmaci Antiblastici. Cavaliere ha affermato che le innovazioni tecnologiche e le nuove molecole rendono obsoleti i metodi utilizzati solo quindici anni fa. La Sifo, rete professionale attiva nella gestione delle innovazioni, si concentra ora sulla necessità di creare una cultura dell’innovazione all’interno delle Ufa, coinvolgendo le competenze necessarie per affrontare questa trasformazione.
Innovazioni e complessità nelle ufa
Le Unità Farmaci Antiblastici affrontano una serie di sfide legate all’innovazione tecnologica e ai nuovi approcci normativi. Tra le novità più significative vi è la Contamination Control Strategy (Ccs), richiesta dall’Eu Gmp Annex 1, che introduce la figura del Quality Risk Management. Domenico Tarantino, coordinatore dell’Area Scientifico Culturale Oncologia Sifo, ha evidenziato la necessità di un evento pratico e specifico per coinvolgere i professionisti del settore e creare sinergie tra diverse figure professionali, come tecnici di laboratorio, infermieri e ingegneri. Le Ufa si sono evolute in strutture complesse, richiedendo una rete di competenze sempre più ampia e interconnessa. La collaborazione con Ascca, l’Associazione per il controllo della contaminazione ambientale, è stata sottolineata come fondamentale per affrontare queste sfide.
Il ruolo invisibile delle ufa
Un aspetto distintivo delle Ufa è che i pazienti non interagiscono direttamente con queste unità, ricevendo solo il prodotto finale. Tuttavia, dietro questo risultato si cela un lavoro complesso che coinvolge diverse figure professionali. Tarantino ha evidenziato come il panorama dei farmaci sia cambiato radicalmente negli ultimi quindici anni, con nuove modalità di diluizione e gestione che richiedono competenze avanzate. L’adozione di sistemi automatizzati e semi-assistiti ha trasformato il processo di allestimento, riducendo l’intervento umano e aumentando l’efficienza. Questa evoluzione rappresenta la realtà attuale con cui i professionisti devono confrontarsi per garantire la sicurezza e la qualità dei trattamenti.
Partecipazione e formazione
Il corso romano ha visto la partecipazione di numerosi esperti del settore, tra cui Marcello Pani, presidente della Fondazione Sifo, e Alessandra Mecozzi, presidente del Congresso 2026 che si svolgerà a Roma dal 5 all’8 novembre. Durante l’evento, Elisabetta Rossin ha presentato il “Requisiti per i Laboratori di Galenica”, un manuale realizzato in collaborazione con Ascca, che delinea le procedure necessarie per garantire la qualità all’interno delle Ufa. Il manuale tratta ogni fase del processo, dalla scelta delle materie prime alle condizioni di stabilità del preparato, fino ai requisiti dei software di prescrizione.
Visione futura delle ufa
Al termine del corso, Tarantino, Donati e Bagaglini hanno condiviso la visione della Sifo per il futuro delle Ufa, ponendo l’accento su due aspetti chiave: la centralizzazione e l’automazione. Hanno sottolineato che è essenziale evitare la presenza di realtà in cui si producono terapie in numero limitato, mentre è necessario promuovere sistemi automatizzati per migliorare la sicurezza e l’efficienza del sistema complessivo. Inoltre, è fondamentale sviluppare reti di distribuzione sempre più capillari, inclusa la home delivery delle terapie oncologiche infusionali. Esperienze già in atto, come la distribuzione domiciliare di farmaci tramite droni, indicano una direzione evolutiva per l’assistenza sanitaria, rendendo cruciale la preparazione per gestire l’intero percorso logistico e clinico, mantenendo sempre elevati standard di sicurezza per pazienti e operatori.
