Sanità: Smi Puglia denuncia un’altra aggressione a un medico di guardia

A Manduria, un medico aggredito in sede di continuità assistenziale evidenzia l’escalation della violenza nei confronti dei professionisti della salute, sollevando preoccupazioni nel settore sanitario.

Il 4 aprile 2026, a Manduria, in provincia di Taranto, un medico è stato vittima di un’aggressione all’interno della sede della continuità assistenziale, nota anche come ex guardia medica. L’episodio, avvenuto durante l’orario di lavoro, ha visto il professionista colpito fisicamente da un paziente che richiedeva una visita domiciliare non necessaria. Questa violenza ha portato alla devastazione dei locali della struttura, un fatto che ha sollevato preoccupazioni significative nel settore sanitario.

La crescente violenza nei confronti dei medici

L’episodio è stato denunciato dal Sindacato Medici Italiani (Smi), che ha espresso piena solidarietà al medico aggredito. Mariano Cafagna, segretario regionale del Smi per la Puglia, ha sottolineato come questo evento rappresenti un segnale di un fenomeno che non può più essere considerato sporadico. Secondo Cafagna, i dati disponibili evidenziano un’escalation della violenza nei confronti dei professionisti della salute, richiedendo interventi rapidi e strutturali per affrontare la situazione.

La situazione allarmante delle aggressioni

Negli ultimi anni, il numero delle aggressioni ai danni di medici e personale sanitario è aumentato in modo preoccupante. Gli aggressori, nella maggior parte dei casi, sono i pazienti stessi, e i contesti più a rischio risultano essere i presidi “di frontiera”, come i pronto soccorso e le sedi di continuità assistenziale. Questo trend allarmante ha spinto il Smi a lanciare un appello per una maggiore sicurezza per i medici, che spesso si trovano a lavorare in condizioni precarie e insicure.

Delia Epifani, presidente regionale del Smi Puglia, ha evidenziato che le sedi di continuità assistenziale, spesso isolate e senza adeguati sistemi di protezione, sono tra i luoghi più vulnerabili. Nonostante gli sforzi della Regione Puglia per migliorare la sicurezza, come l’implementazione di protocolli operativi tra le Aziende Sanitarie Locali e le Prefetture, queste misure non sono sufficienti a garantire la protezione necessaria per i professionisti del settore.

Richieste di intervento e misure di sicurezza

Il Sindacato Medici Italiani ha messo in evidenza la necessità di interventi immediati e concreti per affrontare la questione della sicurezza. Tra le richieste avanzate, vi sono l’implementazione di presidi di sicurezza attivi durante l’intero turno di lavoro nelle sedi più esposte, sistemi di videosorveglianza e allarme collegati direttamente alle Forze dell’Ordine, e la presenza di personale di supporto nelle sedi di continuità assistenziale.

Cafagna ha concluso affermando l’importanza di applicare con urgenza normative che garantiscano pene certe per chi aggredisce operatori sanitari. La difesa dei medici, secondo il sindacato, equivale a difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini, un principio fondamentale che deve essere tutelato con fermezza. La situazione attuale richiede un cambiamento culturale profondo, oltre a miglioramenti strutturali, affinché i professionisti della salute possano lavorare in un ambiente sicuro e protetto.

Condivi su: