Sanità, Violetti (Confassociazioni Digital): “L’autodiagnosi tramite chatbot è rischiosa”

La conferenza a Roma evidenzia i rischi dell’autodiagnosi tramite chatbot e l’importanza della supervisione medica nell’uso dell’intelligenza artificiale in sanità.

Il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nella sanità sta guadagnando sempre più attenzione, soprattutto in relazione all’affidabilità delle diagnosi effettuate tramite chatbot. Oggi, 20 marzo 2026, a Roma, si è tenuta una conferenza nazionale intitolata “AI & Cybersecurity in Sanità: orizzonti strategici e impatti verticali”, organizzata da Confassociazioni Digital in collaborazione con Siiam, la Società Italiana di Intelligenza Artificiale in Medicina. Durante l’evento, il presidente di Confassociazioni Digital, Andrea Violetti, ha espresso serie preoccupazioni riguardo all’auto-diagnosi da parte dei cittadini.

Il rischio dell’autodiagnosi

Violetti ha avvertito che l’uso di modelli linguistici avanzati per l’autodiagnosi potrebbe portare a conseguenze pericolose. “Non vorrei che passassimo dal dottor Google al dottor AI. Il rischio è che il singolo cittadino cominci ad autodiagnosticarsi”, ha dichiarato. Secondo il presidente, se l’interazione avviene in modo collaborativo con un medico, è possibile recuperare la situazione, poiché il professionista può valutare i limiti di una diagnosi formulata tramite un modello linguistico. Tuttavia, il vero problema si presenta quando un paziente decide di gestire autonomamente la propria salute, senza consultare un esperto.

Affidabilità delle diagnosi tramite chatbot

Violetti ha richiamato l’attenzione su uno studio condotto dall’Università di Oxford, pubblicato su Nature Medicine nel febbraio 2026, che ha esaminato l’affidabilità dei sistemi di autodiagnosi automatica. I risultati mostrano che, se le domande vengono formulate in modo corretto, la percentuale di risposte corrette arriva al 90-95%. Tuttavia, quando le domande provengono da pazienti comuni, il tasso di affidabilità scende drasticamente al 30%. “Questo è un rischio che non possiamo permetterci di correre”, ha affermato Violetti, sottolineando l’importanza di una supervisione medica.

Sovranità digitale e controllo dei dati

Un altro tema trattato durante la conferenza è stato quello della sovranità digitale. Violetti ha chiarito che non si tratta di un concetto astratto, ma di un aspetto concreto da considerare nelle decisioni di investimento. “È singolare pensare che i nostri dati sanitari non risiedano in Italia o in Europa”, ha detto. Sottolineando l’importanza di avere il controllo sia sui dati che sugli algoritmi, ha anche evidenziato la competizione globale tra Stati Uniti e Cina in ambito di intelligenza artificiale. “Queste nazioni stanno investendo decine di miliardi di dollari in questa tecnologia”, ha concluso, evidenziando la complessità della sfida.

Con l’aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale nella sanità, è fondamentale garantire che i cittadini siano informati e che le decisioni sanitarie rimangano nelle mani di professionisti competenti.

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