Il 27 maggio 2026, il senatore Ignazio Zullo, esponente di Fratelli d’Italia e membro della X Commissione Affari sociali e sanità del Senato, ha partecipato da remoto all’evento “Qui, per la salute di ogni donna”, organizzato a Roma da Organon. Durante il suo intervento, Zullo ha affrontato le criticità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), sottolineando che le problematiche attuali non possono essere attribuite unicamente all’Esecutivo in carica, ma sono il risultato di una serie di difficoltà strutturali accumulate nel corso degli anni.
Risposte alle critiche sulla sanità pubblica
Zullo ha risposto alle critiche mosse dall’opposizione, in particolare dalla deputata del Partito Democratico Ilena Malavasi, riguardo alla gestione della sanità pubblica. Il senatore ha evidenziato che la carenza di personale sanitario, insieme all’organizzazione regionale della sanità, costituisce un grave ostacolo. “Abbiamo un gap di medici e infermieri che perdura da tempo e che rende complessa la garanzia di prevenzione, diagnosi e assistenza”, ha affermato Zullo. Ha anche messo in evidenza come la regionalizzazione del sistema sanitario abbia generato significative disparità territoriali.
Necessità di monitoraggio e collaborazione
Zullo ha proposto un approccio diverso, suggerendo che, piuttosto che modificare l’assetto costituzionale, sia fondamentale potenziare il monitoraggio da parte dello Stato sulle Regioni. “È indispensabile un controllo collaborativo, non punitivo, per valutare la qualità dei servizi, l’appropriatezza delle cure e la gestione delle risorse”, ha dichiarato. Questa visione mira a garantire una maggiore efficacia nella gestione della salute pubblica.
Focus sulla medicina di genere
Il senatore ha anche sottolineato l’importanza di superare una visione “a compartimenti stagni” della spesa sanitaria, in particolare per quanto riguarda il settore farmaceutico. Ha spiegato che non bisogna limitarsi a considerare il costo dei farmaci, ma è essenziale valutare gli esiti complessivi delle cure. “I farmaci innovativi possono contribuire a ridurre ricoveri, interventi chirurgici e costi sanitari nel lungo periodo”, ha aggiunto, citando come esempio le nuove terapie per l’epatite C. “Grazie a questi farmaci, siamo riusciti a limitare drasticamente l’evoluzione della malattia verso la cirrosi e il trapianto di fegato, apportando enormi benefici sia ai pazienti che al sistema sanitario”, ha ricordato Zullo.
Attenzione all’emicrania cronica
Nel corso del suo intervento, Zullo ha richiamato l’attenzione sul tema della medicina di genere, evidenziando come molte patologie presentino una prevalenza differente tra uomini e donne e necessitino di percorsi specifici. Per questo motivo, ha presentato una proposta di legge sulla medicina di genere, attualmente in fase di esame presso la Commissione Sanità.
Infine, il senatore ha voluto accendere i riflettori sull’emicrania cronica, una condizione che colpisce prevalentemente le donne. “Abbiamo proposto di inserire l’emicrania cronica tra le malattie croniche riconosciute nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Si tratta di una patologia spesso sottovalutata, ma con un impatto significativo in termini sanitari, sociali e lavorativi”, ha concluso Zullo, rimarcando l’importanza di una maggiore attenzione verso questa problematica.
