Schillaci: “Limitare le incompatibilità tra medici per potenziare il Ssn”

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, sostiene la proposta di legge di Forza Italia per ridurre le incompatibilità professionali dei medici e migliorare il Servizio sanitario nazionale.

Il 15 gennaio 2026, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha espresso il suo sostegno alla proposta di legge presentata da Forza Italia, finalizzata a ridurre le incompatibilità professionali per i medici. Durante una conferenza stampa tenutasi alla Camera dei Deputati, Schillaci ha sottolineato l’importanza di questo provvedimento nel contesto delle attuali riforme del Servizio sanitario nazionale (Ssn) e nella gestione delle liste d’attesa. La proposta, secondo il ministro, è parte di un percorso più ampio volto a modernizzare e valorizzare la sanità italiana.

Il ruolo della proposta di legge

La proposta di legge di Forza Italia mira a semplificare le attuali regole che regolano la professione medica, permettendo una maggiore flessibilità lavorativa. Schillaci ha evidenziato come la situazione attuale, in cui i medici sono vincolati a contratti fissi di 38 ore settimanali, non risponda più alle necessità contemporanee di cittadini e professionisti. “Un medico giovane può, ad esempio, voler lavorare di più”, ha affermato, chiedendo un intervento del ministero per garantire una maggiore libertà contrattuale.

La riforma proposta si inserisce anche nel contesto delle nuove “Case di comunità”, un modello di assistenza territoriale che, secondo Schillaci, rappresenterà una svolta significativa per il sistema sanitario italiano. L’obiettivo è quello di avere personale più motivato e disponibile, in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze della popolazione.

Il confronto con l’intramoenia

Schillaci ha affrontato anche il tema dell’intramoenia, una pratica che consente ai medici di esercitare la professione al di fuori del Servizio sanitario nazionale. Il ministro ha chiarito che, sebbene spesso venga criticata, l’intramoenia rappresenta solo il 10% delle attività del Ssn e che gli italiani spendono in media 21 euro a testa per questo servizio. “È inaccettabile che chi si rivolge al servizio pubblico debba attendere due mesi per una Tac, mentre in intramoenia il tempo di attesa è di soli due giorni”, ha dichiarato, evidenziando la necessità di migliorare l’efficienza del servizio pubblico senza demonizzare l’intramoenia.

Le riforme in discussione

Attualmente, il governo sta discutendo due decreti chiave che potrebbero apportare significative modifiche al panorama sanitario italiano. Il primo riguarda il riordino delle professioni sanitarie, mentre il secondo, approvato lunedì scorso, mira a creare un’integrazione più efficace tra medicina territoriale e ospedaliera. Schillaci ha sottolineato che queste riforme sono essenziali per modernizzare il sistema sanitario e per garantire una risposta adeguata alle sfide attuali.

In questo contesto, il ministro ha affermato che il provvedimento di Forza Italia deve essere discusso con gli altri partiti della maggioranza, affinché si possa giungere a una soluzione condivisa e efficace per il miglioramento del Ssn.

Condivi su: