Sclerosi multipla: tra 1.500 farmaci esistenti, uno promette di riparare il sistema nervoso

Scoperta innovativa sulla sclerosi multipla: il farmaco bavisant protegge i neuroni e favorisce la riparazione della mielina, offrendo nuove speranze per i pazienti.

Una scoperta significativa nel campo della ricerca sulla sclerosi multipla è emersa grazie a un team di scienziati internazionali, coordinato dall’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Utilizzando una piattaforma innovativa che combina l’intelligenza artificiale e modelli cellulari derivati da cellule staminali dei pazienti, i ricercatori sono riusciti a identificare una molecola, già in passato utilizzata per i disturbi del sonno, in grado di agire su due meccanismi chiave della malattia. Questo progresso è stato documentato in uno studio pubblicato su ‘Science Translational Medicine’.

Il farmaco bavisant

Il farmaco in questione è il bavisant, un candidato terapeutico che ha dimostrato, per la prima volta, di proteggere i neuroni e favorire la riparazione della mielina nei modelli sperimentali di sclerosi multipla. Il team di ricerca ha esaminato un archivio di oltre 1.500 farmaci noti, scoprendo che bavisant può affrontare due dei meccanismi più devastanti della sclerosi multipla: la degenerazione delle fibre nervose e il fallimento dei processi di rimielinizzazione. Questa scoperta offre nuove speranze per una patologia che attualmente non ha risposte adeguate.

Il progetto braveinms

Il progetto BRAVEinMS, avviato nel 2017 con il supporto della International Progressive MS Alliance, ha riunito centri di ricerca di fama mondiale, tra cui il Paris Brain Institute e la University of California San Francisco. Questo consorzio ha lavorato intensamente per identificare farmaci già approvati per altre indicazioni terapeutiche, esplorando il loro potenziale nel trattamento della sclerosi multipla. La scoperta di bavisant rappresenta un traguardo significativo per il progetto, che mira a sviluppare trattamenti più efficaci per questa malattia.

La sclerosi multipla e la sua gravità

La sclerosi multipla progressiva è la forma più grave della malattia, colpendo oltre un milione di persone nel mondo e circa 15-20 mila in Italia. A differenza delle forme recidivanti, questa variante è caratterizzata da una degenerazione continua delle fibre nervose e dalla perdita di mielina, la guaina che protegge i neuroni. La mancanza di trattamenti efficaci ha spinto i ricercatori a esplorare nuove strade terapeutiche, cercando di riutilizzare farmaci già approvati per affrontare questa malattia complessa.

Il processo di selezione del farmaco

Il processo di selezione di bavisant è stato rigoroso. Inizialmente, l’analisi informatica ha portato a identificare 273 molecole con potenziale attività su mielina e neuroni. Attraverso test di tossicità e di efficacia, il numero di candidati è stato progressivamente ridotto fino a giungere a bavisant. Questo farmaco, un antagonista del recettore istaminico H3, ha mostrato risultati promettenti nei modelli sperimentali di sclerosi multipla, stimolando le cellule produttrici di mielina e proteggendo i neuroni dal danno degenerativo.

La ricerca, sostenuta da finanziamenti e collaborazioni internazionali, rappresenta un passo avanti importante nella lotta contro la sclerosi multipla progressiva. La piattaforma di screening sviluppata nel corso di questo progetto non solo ha portato alla scoperta di bavisant, ma ha anche aperto la strada a ulteriori ricerche su nuovi farmaci potenzialmente utili per i pazienti affetti da questa malattia.

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