Scuola: l’educazione affettiva e sessuale resta una priorità per i giovani

L’analisi del primo rapporto sessuale tra i giovani italiani nel 2026 evidenzia un abbassamento dell’età e la necessità di un’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.

Nel 2026, l’analisi dell’età del primo rapporto sessuale tra i giovani italiani mostra un trend preoccupante: quasi uno su due (49,6%) tra gli 11 e i 16 anni ha già avuto esperienze sessuali, con l’11,1% che afferma di averlo fatto prima dei 13 anni, un dato che nel 2019 era solo del 3,1%. Questa situazione solleva interrogativi significativi riguardo all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane.

Normativa sul consenso informato e dibattito pubblico

Il nuovo anno scolastico ha portato con sé una novità legislativa che ha riacceso il dibattito sull’educazione sessuale: l’introduzione della normativa sul consenso informato. Questa legge, entrata in vigore all’inizio dell’anno scolastico 2026, richiede che le famiglie vengano informate in anticipo sui contenuti e le modalità delle attività extracurriculari legate alla sessualità e all’affettività. Le famiglie possono così decidere se autorizzare o meno la partecipazione dei propri figli. Questo tema ha suscitato forti reazioni, culminando in una raccolta firme che ha raggiunto oltre 575.000 adesioni per un referendum volto a modificare la normativa attuale.

La nona edizione dell’Osservatorio ‘Giovani e Sessualità‘ di Durex ha rivelato che il 90% dei giovani italiani continua a richiedere l’introduzione dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Questo dato rimane costante nel tempo, con percentuali simili registrate anche negli anni precedenti. Inoltre, il sostegno da parte degli adulti è significativo, con l’88,7% dei genitori e il 90,7% degli insegnanti favorevoli a tale iniziativa.

Il progressivo abbassamento dell’età del primo rapporto

Un’indagine condotta da Skuola.net tra marzo e giugno 2026 ha coinvolto oltre 15.000 giovani di età compresa tra 11 e 24 anni, rivelando un abbassamento costante dell’età del primo approccio alla sessualità. La ricerca evidenzia che quasi la metà dei giovani intervistati ha avuto il primo rapporto sessuale tra gli 11 e i 16 anni. Di questi, più di un giovane su dieci ha dichiarato di averlo fatto prima dei 13 anni, un dato che ha visto un aumento significativo rispetto al 2019.

Questa crescente precocità è accompagnata da comportamenti rischiosi, in particolare per la salute. Il 32,1% dei giovani non ha utilizzato il preservativo durante il primo rapporto, una percentuale che sale al 69,8% tra coloro che hanno avuto esperienze sessuali tra gli 11 e i 13 anni. Solo il 45,6% degli intervistati afferma di utilizzare sempre il preservativo, in calo rispetto al 56,7% del 2019. Inoltre, il 66,1% ha fatto ricorso almeno una volta al coito interrotto, con un incremento rispetto agli anni precedenti.

La mancanza di riferimenti educativi e la ricerca di informazioni

La ricerca ha messo in luce anche una mancanza di riferimenti educativi autorevoli. Oltre il 55,1% dei giovani cerca informazioni su sesso e contraccezione principalmente online, spesso per evitare l’imbarazzo del dialogo con adulti. Solo il 7,8% si rivolge a genitori o adulti di riferimento, mentre quasi il 10% afferma di non chiedere informazioni a nessuno. Il dialogo familiare risulta essere un argomento delicato, con il 45,9% dei ragazzi che non ha mai parlato di sessualità in famiglia, evidenziando un forte disagio a riguardo.

La scuola come spazio educativo fondamentale

Nonostante il 44,3% degli intervistati dichiari di non aver mai affrontato questi temi a scuola, l’istituzione scolastica continua a essere considerata un ambiente educativo cruciale. Circa il 90,3% dei giovani richiede percorsi di educazione affettiva e sessuale, con il 64,6% che ritiene debbano essere obbligatori. Inoltre, il 72,4% preferirebbe che a occuparsene fossero medici, psicologi ed esperti qualificati, piuttosto che gli insegnanti, suggerendo un approccio partecipativo tramite discussioni in classe.

Il sostegno degli adulti è altrettanto significativo: il 90,7% degli insegnanti si è dichiarato favorevole all’introduzione di tali percorsi, con il 47,2% che ritiene debbano iniziare già dalla scuola secondaria di primo grado. Anche i genitori mostrano un forte consenso, con l’88,7% favorevole e il 57% che desidera l’introduzione già alle scuole medie.

La richiesta di spazi sicuri per l’educazione

I dati raccolti evidenziano una generazione che cresce in un contesto radicalmente diverso rispetto al passato. Bambini e adolescenti sono esposti sempre prima a contenuti legati all’affettività e alla sessualità, soprattutto attraverso il digitale. Tuttavia, questa anticipazione delle esperienze non è sempre accompagnata da un adeguato sviluppo delle competenze emotive e relazionali. Filippo Nimbi, psicologo e sessuologo clinico, sottolinea l’importanza di creare spazi sicuri di ascolto e confronto per i giovani, che non cercano solo informazioni biologiche, ma strumenti per comprendere il consenso e la gestione delle emozioni.

In questo scenario, l’Osservatorio ha evidenziato gli effetti positivi di percorsi educativi ben strutturati. Gli studenti che vi partecipano mostrano comportamenti più consapevoli, con una minore incidenza di rapporti non protetti e una maggiore sicurezza nell’utilizzo del preservativo.

Durex ha rinnovato il proprio impegno con il programma ‘A Luci Accese’, attivo a Milano dal 2023, esteso alle scuole secondarie di primo grado nel 2025. Questo progetto ha coinvolto numerose scuole e studenti, rispondendo così a un bisogno educativo sempre più riconosciuto. Per l’anno scolastico 2026-2027, ‘A Luci Accese’ si concentrerà esclusivamente sulle scuole secondarie di primo grado di Milano, con l’obiettivo di supportare i giovani in una fase cruciale della loro crescita psico-emotiva.

Condivi su: