In un contesto lavorativo sempre più stressante, il benessere psicofisico dei professionisti diventa un tema centrale. In occasione della Settimana della felicità sul lavoro, che si svolge dal 21 al 25 settembre 2026, Doctolib ha invitato il dottor Luca Manganiello, medico di medicina generale, a riflettere su come la soddisfazione professionale possa influenzare il nostro stato di salute. Il dottore sottolinea l’importanza di riconoscere i segnali del nostro corpo e di comprendere che il vero benessere non è assenza di stress, ma la capacità di recuperare dopo periodi di tensione.
Il benessere oltre la soddisfazione
Il dottor Manganiello evidenzia che è possibile sentirsi soddisfatti del proprio lavoro e, contemporaneamente, non stare bene. Spesso il corpo ci avverte di un cambiamento: disturbi del sonno, affaticamento, difficoltà di concentrazione e tensioni muscolari possono essere indicatori di un malessere più profondo. L’esperto spiega che “il vero benessere” si manifesta quando il lavoro non solo offre soddisfazione, ma contribuisce anche a migliorare la nostra qualità di vita. Essere in grado di lavorare con impegno, mantenere relazioni positive e recuperare energie dopo una giornata intensa sono elementi fondamentali per il benessere. La capacità di recupero, secondo Manganiello, è il vero indicatore di uno stato di salute soddisfacente.
Domande per valutare il proprio equilibrio
Per aiutare le persone a valutare il proprio stato di benessere, il dottor Manganiello propone tre domande chiave. La prima riguarda la percezione del proprio corpo: ci si sente semplicemente affaticati o si avvertono dolori e rigidità al termine della giornata? La seconda domanda invita a riflettere se i sintomi siano occasionali o se siano diventati parte della quotidianità. Infine, la terza domanda si concentra sulla capacità di recuperare: si riesce a staccare dal lavoro e ritrovare energia, oppure la tensione persiste anche dopo l’orario lavorativo? Queste riflessioni sono cruciali per comprendere se il lavoro stia influenzando negativamente il benessere personale.
Segnali da non sottovalutare
Il dottor Manganiello avverte che la stanchezza persistente è un segnale spesso sottovalutato. Sintomi come spalle contratte, collo rigido e mal di testa possono essere indicatori di un sovraccarico di stress. È importante non ignorare questi segnali, soprattutto quando diventano frequenti e si collegano alla routine lavorativa. L’esperto suggerisce di prestare attenzione ai cambiamenti nel proprio equilibrio abituale. Se si notano difficoltà nel sonno o nell’attenzione, è fondamentale interrogarsi sulle cause. La salute mentale e fisica devono essere prioritarie, e non si dovrebbe mai trascurare il messaggio che il corpo invia.
Il ruolo della postura e dell’attività fisica
Un altro aspetto da considerare è il tempo trascorso seduti davanti a uno schermo. Mantenere una postura statica per molte ore può causare rigidità e tensioni muscolari. Il dottor Manganiello consiglia di alzarsi frequentemente, cambiare posizione e approfittare delle pause per muoversi. Queste semplici pratiche possono prevenire l’affaticamento e migliorare la produttività. È normale sentirsi stanchi alla fine di una settimana di lavoro, ma è importante monitorare quanto tempo ci vuole per recuperare. Se il lunedì si riparte già esausti, è un segnale da non sottovalutare.
Infine, i dati di Doctolib rivelano che quasi il 49% degli appuntamenti sanitari viene prenotato prima delle 9, dopo le 18 o durante il fine settimana. Questo comportamento evidenzia come la gestione della salute venga spesso sacrificata a favore degli impegni professionali. La felicità sul lavoro non equivale a giornate perfette o a una totale assenza di stress, ma richiede una riflessione profonda su come ci si sente al termine della giornata lavorativa. La vera domanda da porsi è: “Come sto io, quando la giornata è finita?”
