Sla, Massimelli (Aisla): “Il diritto alla cura deve essere uniforme in tutto il Paese”

Il 19 settembre 2026, Fulvia Massimelli lancia un appello al Governo per garantire cure uniformi per la SLA, evidenziando le disparità tra le Regioni durante la XIX Giornata Nazionale Sla.

Il 19 settembre 2026, Fulvia Massimelli, presidente nazionale dell’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), ha lanciato un appello al Governo italiano durante la celebrazione della XIX Giornata Nazionale Sla, tenutasi a Palazzo Chigi, Roma. Massimelli ha evidenziato l’importanza di un accordo tra il governo e le Regioni per garantire che il diritto alla cura sia equo e uniforme in tutto il territorio nazionale. Le disparità nei trattamenti e nei percorsi di cura tra le diverse Regioni sono state sottolineate come una questione di giustizia sociale.

Illuminazione di luoghi simbolici in tutta Italia

In occasione della Giornata Nazionale Sla, diverse istituzioni hanno partecipato all’evento illuminando di verde numerosi luoghi simbolici. Tra questi, il Tempio di Nettuno a Paestum, il Pirellone di Milano, la Loggia di Brescia e il Teatro Massimo di Palermo, hanno tutti brillato in segno di solidarietà. Anche il Castello Aragonese di Taranto e la Fontana di Piazza De Ferrari a Genova hanno contribuito a rendere visibile l’impegno verso la sensibilizzazione sulla sclerosi laterale amiotrofica. Questa iniziativa ha coinvolto anche municipi, università e chiese, evidenziando l’ampiezza del supporto a livello nazionale.

Il messaggio di Giorgia Meloni

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso la sua vicinanza all’AISLA attraverso una lettera inviata a Massimelli. La presidente ha sottolineato l’importanza di riconoscere le esigenze delle persone affette da SLA, affermando che non possono essere considerate semplicemente dei numeri. Massimelli ha accolto con favore il messaggio, definendolo un riconoscimento significativo per l’associazione. Meloni ha anche menzionato i fondi stanziati per la non autosufficienza, l’assistenza domiciliare e la telemedicina, risorse che possono trasformarsi in progetti concreti a beneficio delle persone colpite dalla SLA.

La giornata ha rappresentato non solo un momento di commemorazione, ma anche un’opportunità per mettere in luce le sfide quotidiane affrontate da chi vive con questa malattia. La richiesta di un approccio più equo e unificato nella gestione delle cure è stata ribadita, sottolineando l’importanza di un sistema sanitario che non lasci indietro nessuno.

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