Il 19 settembre 2026, l’assessora al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania, Angelica Saggese, ha partecipato a un’importante manifestazione a Paestum in occasione della XIX Giornata nazionale della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Durante l’evento, che ha visto l’illuminazione di numerosi luoghi simbolici in Italia, tra cui il Tempio di Nettuno, Saggese ha sottolineato il ruolo cruciale delle istituzioni nell’assistenza alle persone affette da questa grave patologia.
Impegno delle istituzioni nella lotta contro la SLA
Angelica Saggese ha affermato che la luce verde, simbolo della giornata, rappresenta non solo un gesto di solidarietà, ma anche un richiamo alla responsabilità delle istituzioni. L’assessora ha evidenziato la necessità di garantire a chi soffre di SLA la possibilità di condurre una vita il più normale possibile. “Immaginiamo che i cittadini che soffrono di questa patologia debbano poter vivere una vita ordinaria, al pari degli altri”, ha dichiarato Saggese, evidenziando l’importanza dell’inclusione sociale.
L’assessora ha messo in risalto come l’assistenza domiciliare rappresenti una priorità per la Regione. “Preferiamo che siano a casa, assistiti dalla famiglia, che possano vivere all’interno dei propri affetti”, ha spiegato. A tal fine, la Regione Campania ha implementato misure di supporto economico, come gli assegni di cura mensili, che variano da 600 a 1.200 euro, a seconda della gravità della malattia. La Regione fornisce anche dispositivi e supporti tecnologici, fondamentali per migliorare la comunicazione dei pazienti.
Supporto ai caregiver
Durante il suo intervento, Saggese ha posto l’accento sull’importanza di supportare anche i caregiver, coloro che quotidianamente si prendono cura dei malati di SLA. “Molti di loro, spesso donne, rinunciano alla propria vita e al lavoro per assistere i propri familiari”, ha evidenziato. La Regione si sta impegnando a sviluppare programmi di formazione specifici per i caregiver, con l’obiettivo di migliorarne le competenze e la capacità di assistenza.
“L’attività di formazione è fondamentale”, ha proseguito Saggese, “perché sebbene i caregiver apprendano sul campo, una preparazione adeguata li metterebbe in condizione di assistere meglio i propri cari”. Inoltre, l’assessora ha sollevato una questione cruciale: cosa accade ai caregiver una volta terminato il loro compito? “Dobbiamo aiutarli a reinserirsi nel mondo del lavoro e a riprendere in mano la propria vita”, ha concluso Saggese, sottolineando l’importanza di un supporto continuo anche dopo il termine dell’assistenza.
L’evento di Paestum ha rappresentato un’importante occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla SLA e sull’importanza del supporto alle persone malate e ai loro caregiver, segnando un passo significativo verso una maggiore inclusione e assistenza per tutti coloro che vivono questa difficile realtà.
