Un recente studio condotto su un campione di oltre 11mila persone ha rivelato che il consumo di cibo a tarda notte, specialmente in concomitanza con lo stress, può avere effetti negativi sulla salute intestinale. La ricerca sarà presentata alla Digestive Disease Week (Ddw) 2026, in programma dal 21 al 24 maggio 2026 a San Diego, in California. I risultati suggeriscono che mangiare durante le ore notturne non solo influisce sul peso corporeo, ma può anche compromettere la funzionalità del sistema digestivo e alterare il microbiota intestinale.
Il legame tra stress e alimentazione notturna
La dottoressa Harika Dadigiri, specializzanda presso il New York Medical College – Saint Mary’s and Saint Clare’s Hospital e prima autrice dello studio, ha sottolineato l’importanza di considerare non solo cosa si mangia, ma anche quando. Secondo la ricerca, le persone che soffrono di stress cronico e che consumano oltre il 25% delle loro calorie dopo le 21 hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di sviluppare problemi intestinali rispetto a coloro che non seguono queste abitudini alimentari. Inoltre, i dati provenienti dall’American Gut Project hanno mostrato che i partecipanti con alti livelli di stress e abitudini alimentari notturne presentano una probabilità 2,5 volte maggiore di segnalare disturbi intestinali, con una diversità del microbiota significativamente ridotta.
Le conseguenze sul microbiota intestinale
L’analisi ha rivelato che l’orario dei pasti può amplificare l’impatto dello stress sul microbiota intestinale attraverso l’asse intestino-cervello, un sistema di comunicazione che coinvolge nervi, ormoni e batteri intestinali. Questo duplice effetto potrebbe avere ripercussioni non solo sull’intestino, ma anche su altri aspetti della salute. Gli esperti avvertono che, sebbene lo studio evidenzi associazioni, è necessario condurre ulteriori ricerche per chiarire i legami tra stress, abitudini alimentari e salute intestinale.
L’importanza della crononutrizione
La crescente consapevolezza riguardo alla crononutrizione, ovvero l’influenza del ritmo circadiano sul modo in cui il corpo elabora il cibo, emerge come un tema centrale nella ricerca. La dottoressa Dadigiri ha affermato che, dopo giornate lunghe e faticose, è comprensibile cedere alla tentazione di uno spuntino notturno, ma ha anche consigliato di mantenere una routine alimentare più strutturata. Piccole abitudini, come mangiare in orari regolari, possono contribuire a migliorare la funzione digestiva e a promuovere una salute intestinale ottimale nel lungo periodo.
