Oggi, 3 novembre 2025, si è tenuto al Senato un importante Tavolo di confronto per affrontare la crescente sfida che la steatosi epatica rappresenta per il sistema sanitario italiano. L’incontro, voluto dalla senatrice Ylenia Zambito, segretario della X Commissione del Senato, ha riunito esperti della comunità scientifica, rappresentanti istituzionali e associazioni di categoria per discutere le migliori strategie diagnostiche e terapeutiche per questa patologia.
La steatosi epatica e le sue implicazioni
La steatosi epatica sta rapidamente emergendo come una delle principali problematiche per la sanità pubblica in Italia. La diagnosi tardiva di questa condizione porta a costi sanitari diretti significativi, come ricoveri ripetuti e complicanze, oltre a costi indiretti elevati, tra cui perdita di produttività e un carico crescente per le famiglie e i caregiver. Negli ultimi anni, la percentuale di pazienti affetti da steatosi epatica che necessitano di trapianto di fegato è aumentata, passando dal 12,54% nel 2012 al 20,16% nel 2022. La forma più grave di questa malattia, nota come steatoepatite (Mash), è particolarmente preoccupante poiché può portare a fibrosi e, in ultima istanza, a cirrosi. La fibrosi è un indicatore cruciale per eventi clinici epatici, aumentando il rischio di mortalità e di necessità di trapianto.
Un approccio multidisciplinare alla gestione della malattia
La senatrice Zambito ha sottolineato l’importanza di una gestione strutturata e multidisciplinare della steatosi epatica. È fondamentale che i percorsi diagnostici siano rapidi e condivisi tra istituzioni, associazioni e professionisti della salute. L’incontro di oggi ha evidenziato l’urgenza di affrontare i casi severi di steatosi per ridurre la mortalità e i costi associati al Servizio sanitario nazionale. Gli esperti hanno concordato sul fatto che la steatosi epatica richiede un approccio coordinato e tempestivo per garantire una presa in carico adeguata dei pazienti.
Il ruolo crescente dell’epatologo
Giacomo Germani, segretario dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (Aisf) e direttore dell’Unità Trapianto Multiviscerale presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, ha evidenziato l’evoluzione del ruolo dell’epatologo. Oggi, questo specialista non si limita più alla gestione delle malattie epatiche, ma collabora con un team multidisciplinare che include diabetologi, cardiologi e medici di medicina generale. Questa integrazione è essenziale per affrontare le complesse interazioni tra la steatosi epatica e altre patologie, come il diabete e le malattie cardiovascolari.
Risultati della survey nazionale sulla steatosi epatica
In data odierna, Aisf ha pubblicato i risultati di una survey nazionale dedicata alla malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (Masld) e alla steatoepatite (Mash). Massimiliano Conforti, neo-presidente dell’Associazione EpaC, ha affermato che la steatosi epatica deve essere considerata una malattia seria, richiedendo una gestione specialistica. È fondamentale che questa condizione venga inserita nei livelli essenziali di assistenza e che venga creato un codice di esenzione specifico per garantire un accesso equo alle cure.
Impatto economico e necessità di un cambiamento
Gianni Berrino, presidente dell’Intergruppo Parlamentare Epatiti Virali e Malattie del Fegato, ha messo in luce l’importanza di un cambiamento di paradigma nella gestione della steatosi epatica. Dopo i successi ottenuti nella lotta contro l’epatite C, è ora essenziale concentrare l’attenzione su questa malattia, rafforzando la diagnosi precoce e la presa in carico dei pazienti a rischio. La steatosi epatica ha un impatto economico significativo, con costi annuali per paziente che possono raggiungere i 13mila euro. L’onere complessivo per il Servizio sanitario nazionale è stimato in oltre 7,7 miliardi di euro annui. Questi dati evidenziano come la prevenzione e l’intervento tempestivo non siano solo scelte cliniche, ma anche strategie necessarie per la sostenibilità del sistema sanitario.
