Strage di Crans Montana, Bertolaso: “Dimessi tutti i ragazzi curati a Milano, un sogno avverato”

Il ritorno a casa dei giovani feriti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana segna un importante traguardo dopo 224 giorni di cure al Centro Ustioni di Niguarda.

La mattina del 1° gennaio 2026, i genitori dei giovani feriti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana avevano ricevuto una promessa: il ritorno a casa dei loro figli. Oggi, quella promessa è stata mantenuta. Dopo un lungo percorso di 224 giorni di cure, Francy, l’ultima dei dodici pazienti, è stata dimessa dal Centro Ustioni di Niguarda a Milano, segnando un importante traguardo per tutti. L’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, ha seguito personalmente il caso di questi ragazzi, che hanno subito gravi ustioni nel rogo del locale ‘Le Constellation’.

Il drammatico incendio di Capodanno

Il tragico evento avvenuto a Crans-Montana ha coinvolto dodici giovani, dieci dei quali sotto i vent’anni, che sono stati trasferiti in Italia per ricevere le necessarie cure. Bertolaso ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dal personale sanitario, che ha affrontato una delle emergenze più complesse degli ultimi anni. I pazienti sono stati accolti presso l’ospedale Niguarda, dove hanno trovato un team di esperti pronto a gestire le loro gravi condizioni. La rapidità e l’efficacia dell’intervento hanno fatto la differenza in una situazione già di per sé drammatica.

Il percorso di guarigione

La dimissione di Francy rappresenta un passo fondamentale, ma Bertolaso ha avvertito che il percorso di recupero è ancora lungo. Le ferite fisiche richiederanno tempo per guarire e i ragazzi dovranno affrontare un intenso programma di riabilitazione sia fisica che psicologica. Nei primi giorni post-incendio, oltre cento operatori sanitari hanno lavorato senza sosta per garantire le migliori cure possibili. L’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) ha coordinato i trasferimenti in elicottero, mentre il Pronto soccorso e la Terapia intensiva di Niguarda hanno stabilizzato i pazienti. Il Centro Ustioni ha fornito trattamenti specialistici, supportati da un’adeguata disponibilità di tessuti per le necessarie operazioni.

Il supporto delle istituzioni

Il ritorno a casa dei ragazzi è stato un momento di gioia condiviso anche con le istituzioni. Bertolaso ha voluto esprimere la sua gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito a questa operazione, dal personale del Niguarda e del Policlinico di Milano fino ai rappresentanti della Regione Lombardia. La visita del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rappresentato un segno tangibile di supporto in un momento così difficile per le famiglie coinvolte.

Il futuro da costruire

Nonostante il traguardo raggiunto, Bertolaso ha sottolineato che il cammino non è ancora concluso. Alcuni ragazzi hanno già iniziato un percorso di chirurgia della mano per recuperare la mobilità compromessa dalle cicatrici. Ci vorranno tempo e pazienza per superare i traumi e tornare alla vita quotidiana. L’assessore ha voluto dedicare un pensiero ai giovani che non sono riusciti a sopravvivere e alle loro famiglie, evidenziando la necessità di prevenire simili tragedie in futuro. La memoria di queste vite spezzate deve rimanere viva, spingendo tutti a lavorare per garantire la sicurezza di tutti.

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