Studio italiano sul morbillo: “Dove le vaccinazioni diminuiscono, il virus si diversifica”

Il calo delle coperture vaccinali contro il morbillo in Italia e Texas porta a focolai più vari e resistenti, evidenziando l’importanza di dati tempestivi nella sanità pubblica.

Il calo delle coperture vaccinali contro il morbillo ha portato a conseguenze preoccupanti, come evidenziato da un recente studio condotto dal gruppo Gabie, in collaborazione con esperti dell’Università di Sassari, della Temple University e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. La ricerca, pubblicata sulla rivista Genes, analizza i focolai di morbillo verificatisi in Italia nel 2024 e in Texas nel 2025, rivelando che il virus non solo si diffonde, ma diventa anche più vario e resistente.

Le differenze tra i focolai di morbillo in Italia e Texas

Le due epidemie, pur avendo colpito aree caratterizzate da alti standard di vita e sistemi sanitari avanzati, hanno mostrato traiettorie nettamente diverse. Questo mette in luce l’importanza della tempestività e della qualità dei dati nella risposta della sanità pubblica. Francesco Branda, ricercatore dell’Università Campus Bio-Medico, sottolinea come in Texas siano stati utilizzati dati aggiornati quasi in tempo reale, disaggregati per età, stato vaccinale e distribuzione geografica. Questo approccio ha consentito di modellizzare con precisione l’andamento dell’epidemia e di identificare i punti critici per l’intervento.

In Texas, l’applicazione di modelli statistici avanzati ha permesso di delineare tre fasi distinte dell’epidemia: una crescita esponenziale iniziale, una fase di stabilizzazione e un plateau. I risultati dello studio hanno dimostrato un legame chiaro tra stato vaccinale e incidenza dei casi. Al contrario, in Italia, l’analisi si è basata prevalentemente su bollettini mensili dell’Istituto Superiore di Sanità, ostacolando la capacità di rilevare segnali di allerta precoci. Nonostante ciò, è emerso un dato significativo: la maggior parte dei casi si è verificata tra individui non vaccinati o con un ciclo vaccinale incompleto. Tuttavia, è stato osservato che lo stato vaccinale non ha mostrato un’associazione statisticamente significativa con il rischio di ospedalizzazione, suggerendo che altri fattori, come età e comorbidità, influenzano maggiormente la gravità della malattia.

Il ruolo del sequenziamento genomico nella sorveglianza sanitaria

Massimo Ciccozzi, ordinario di Statistica Medica, evidenzia che il morbillo è uno dei virus più contagiosi al mondo e che anche una piccola diminuzione nella copertura vaccinale può causare un aumento dei casi. La differenza nei tassi di ospedalizzazione tra i due focolai non è solo di natura clinica, ma anche sociale. Negli Stati Uniti, la disponibilità di dati ha consentito interventi mirati nelle comunità a rischio, mentre in Italia si è registrato un ritardo nell’implementazione delle misure di controllo.

Lo studio ha integrato un’analisi genomica approfondita, utilizzando dati provenienti da diverse banche dati. Fabio Scarpa, professore associato di Genetica, spiega che il sequenziamento genomico può rivelare che dove le coperture vaccinali diminuiscono, il virus non solo si diffonde, ma diventa più vario e resistente, rendendo difficile il suo contenimento. L’integrazione di questo approccio nella sorveglianza sanitaria non è solo raccomandata, ma necessaria per prevenire il ritorno di malattie precedentemente controllate.

Prospettive per la sorveglianza sanitaria in Italia

I risultati ottenuti dal gruppo Gabie sono frutto di un impegno interdisciplinare che ha dimostrato la capacità di rispondere rapidamente a diversi focolai epidemici. Questo gruppo ha sviluppato un sistema integrato per la raccolta e l’analisi dei dati clinici ed epidemiologici, affrontando emergenze sanitarie che spaziano dal Covid-19 all’aviaria H5N1. La loro metodologia consente di fornire risposte scientifiche tempestive e solide in contesti complessi e in continua evoluzione.

Francesco Branda conclude sottolineando che senza dati granulari e interoperabili non è possibile effettuare una prevenzione efficace. Il gruppo Gabie auspica che questo studio possa stimolare il potenziamento delle infrastrutture di sorveglianza in Italia, promuovendo un investimento concreto nella digitalizzazione dei sistemi di sanità pubblica.

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