Tac, mammografia e Pet: il ruolo del fisico medico nella radioprotezione del paziente

La dottoressa Valentina Brainovich guida un team di esperti in radioprotezione all’AOU Sant’Andrea, garantendo la sicurezza dei pazienti durante esami diagnostici con radiazioni ionizzanti.

All’AOU SANT’ANDREA di Roma, un team di esperti guidato dalla dottoressa Valentina Brainovich si dedica alla radioprotezione dei pazienti sottoposti a esami diagnostici. La dottoressa Brainovich, in qualità di direttore dell’Unità Operativa Dipartimentale di Fisica Sanitaria, coordina un gruppo composto da sei specialisti in Fisica Medica e quattro tecnici sanitari di radiologia medica. Durante un’intervista del 24 febbraio 2026, ha illustrato il ruolo cruciale del fisico medico all’interno dell’ospedale, che va dall’elaborazione dei piani di cura fino alla garanzia della sicurezza del paziente.

Il ruolo dello specialista in fisica medica

Nel contesto ospedaliero, lo specialista in Fisica Medica, noto anche come fisico sanitario, ha un’importanza fondamentale. Secondo il Decreto Legislativo numero 101 del 2020, che recepisce la Direttiva Europea numero 59 del 2013, questa figura professionale è responsabile della consulenza specialistica riguardo l’uso di radiazioni ionizzanti. La dottoressa Brainovich spiega che il fisico medico applica i principi della fisica e della radioprotezione per garantire che gli esami diagnostici e i trattamenti terapeutici, come radiografie, TAC e PET, siano eseguiti in sicurezza.

Il suo lavoro include controlli di qualità sulle apparecchiature radiologiche e l’ottimizzazione delle dosi di radiazione somministrate ai pazienti. La dottoressa sottolinea come questo ambito richieda un aggiornamento costante e capacità di problem solving per affrontare le sfide legate alla fisica medica.

Formazione e qualifiche necessarie

Per diventare specialista in Fisica Medica, è necessario conseguire una laurea in Fisica seguita da una specializzazione nel settore. La dottoressa Brainovich chiarisce che per esercitare la professione, è obbligatorio essere iscritti all’Ordine professionale di riferimento, che è parte della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e Fisici. Questo percorso formativo è essenziale per acquisire le competenze necessarie a operare in un ambiente così delicato come quello ospedaliero.

Collaborazione con altri reparti

Il team diretto dalla dottoressa Brainovich collabora attivamente con vari reparti all’interno dell’ospedale Sant’Andrea. Le attività si concentrano principalmente su Radioterapia, Medicina Nucleare e Radiologia, dove il gruppo garantisce calibrazioni precise delle attrezzature e controlli di qualità. Ad esempio, in Radioterapia, il team effettua studi fisico-dosimetrici per sviluppare piani di trattamento per pazienti oncologici, assicurandosi che ogni fase del processo rispetti gli standard di sicurezza.

In Medicina Nucleare, il team gestisce programmi di garanzia di qualità e valutazioni dosimetriche per trattamenti con radioisotopi. In Radiologia, monitorano i dati dosimetrici per ottimizzare le dosi e ridurre al minimo i rischi associati all’esposizione alle radiazioni. La dottoressa Brainovich evidenzia come la responsabilità del fisico medico si estenda anche alla scelta della strumentazione e alla realizzazione di controlli di qualità sulle apparecchiature.

Radioprotezione del paziente

La radioprotezione è un aspetto cruciale nelle attività del team, come chiarisce la dottoressa Brainovich. Essa comprende un insieme di pratiche volte a garantire che i benefici degli esami superino i rischi associati all’esposizione a radiazioni ionizzanti. La dottoressa sottolinea l’importanza di mantenere le esposizioni al livello più basso possibile, garantendo al contempo informazioni diagnostiche affidabili.

Nel 2023, presso l’AOU Sant’Andrea, è stato creato un gruppo di lavoro multidisciplinare chiamato Dose Team, composto da fisici, medici e tecnici sanitari. Questo team collabora per garantire la sicurezza dei pazienti durante le esposizioni a radiazioni ionizzanti. La dottoressa Brainovich conclude affermando che la diffusione delle competenze e la collaborazione tra diverse professionalità sono fondamentali per un sistema sanitario di alta qualità, incentrato sulla salute dei cittadini.

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