Target fegato 2025: dall’allerta sull’alcolismo alle innovazioni terapeutiche in epatologia

Il convegno “Target Fegato” a Roma ha affrontato innovazioni terapeutiche e l’emergenza delle malattie epatiche, con focus su alcol e tumori, coinvolgendo oltre cento specialisti.

Si è svolto oggi, 4 dicembre 2025, a Roma, il convegno nazionale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini intitolato “Target Fegato – Innovazione terapeutica e approccio integrato alle malattie del fegato”. L’evento, organizzato da Strategie Comunicazione Srl, ha visto la direzione scientifica dei professori Adriano Pellicelli e Giuseppe M. Ettorre, rispettivamente direttore della UOC Malattie del Fegato e direttore della UOC Chirurgia Generale e dei Trapianti. Più di cento specialisti da tutta Italia hanno partecipato a questa giornata dedicata alle più recenti evoluzioni nell’ambito dell’epatologia clinica, con un focus sulle nuove strategie terapeutiche per il tumore primitivo del fegato, le patologie autoimmuni e l’impatto crescente dell’alcol sulle malattie epatiche.

Il convegno e i temi trattati

Il convegno ha avuto inizio con una lectio magistralis della rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra Università e ospedale nella formazione dei futuri specialisti. Angelo Aliquò, direttore generale del San Camillo Forlanini, ha evidenziato come il dialogo tra studiosi e medici rappresenti un’importante responsabilità nei confronti dei pazienti e del Servizio Sanitario Nazionale. Ha affermato che eventi come questo sono fondamentali per affrontare le complessità delle malattie epatiche attraverso un approccio multidisciplinare.

Il professor Pellicelli ha messo in evidenza la rilevanza di questo incontro, sottolineando l’impatto delle patologie epatiche sulla popolazione italiana, in particolare la malattia dismetabolica del fegato e l’epatopatia alcolica, quest’ultima in crescita anche tra i giovani. Il professor Ettorre ha ribadito l’importanza del confronto tra le diverse specialità mediche, definendo il convegno “Target Fegato” come un’opportunità per sviluppare strategie di cura che possano migliorare la qualità della vita e la sopravvivenza dei pazienti affetti da tumori epatici, cirrosi o malattie biliari.

Emergenza alcol e ricoveri in aumento

Uno dei temi principali emersi è stato l’aumento dei ricoveri per epatite acuta e cirrosi alcolica presso il San Camillo, dove oltre il 40% dei ricoveri nel reparto di Malattie del Fegato è legato all’abuso di alcol. Tra il 2022 e il 2025, l’età media dei ricoverati è scesa sotto i 60 anni, con un significativo aumento degli under 50, che rappresentano oltre il 14% dei ricoveri alcol-correlati. Nel 2025, il picco di ricoveri per questa causa ha raggiunto il 22,4%.

Secondo la nota dell’Azienda Ospedaliera, si è registrato un incremento di ricoveri tra i giovani di età compresa tra 20 e 30 anni per epatite acuta alcolica, con tassi superiori rispetto al periodo pre-Covid. Anche i dati sui trapianti evidenziano questa tendenza: dal 2018 al 2024, la percentuale di interventi per cause alcoliche è raddoppiata, passando dal 15-20% a circa il 40%, con l’anno 2021 che ha segnato un cambiamento significativo. Nel solo 2024, 48 dei 106 trapianti effettuati erano alcol-correlati.

Innovazioni terapeutiche e approccio del downstaging

Il congresso ha anche affrontato le più recenti innovazioni nel trattamento del tumore primitivo del fegato, una neoplasia che si sviluppa nel 90% dei casi su una cirrosi epatica. Grazie a nuove terapie sistemiche, radiologia interventistica e immunoterapia, oggi è possibile offrire percorsi terapeutici più efficaci e personalizzati. Carlo Garufi, direttore dell’Oncologia Medica del San Camillo, ha sottolineato l’importanza di tradurre i dati degli studi nella pratica clinica, mantenendo sempre il paziente al centro delle decisioni terapeutiche.

Un argomento chiave discusso è stato il downstaging, ovvero la capacità di ripristinare la malattia a uno stadio che consenta il trapianto o la resezione. Valerio Giannelli, epatologo della UOC Malattie del Fegato, ha spiegato come questo approccio stia cambiando il destino clinico di molti pazienti, permettendo a coloro che un tempo avevano solo opzioni palliative di tornare a una prospettiva di cura. Durante il convegno sono stati presentati i risultati di uno studio condotto dalla Liver Unit del San Camillo, che ha mostrato come grazie alla radioembolizzazione, il 25% dei pazienti inizialmente considerati non idonei al trapianto sia stato riammesso a un percorso di trapianto, confermando il ruolo del Centro Trapianti dell’Azienda come uno dei principali in Italia per le patologie oncologiche.

Condivi su: