Tatuaggi e sistema immunitario: analisi dei rischi e degli effetti secondo uno studio

Uno studio svizzero evidenzia la tossicità dei pigmenti rossi e neri nei tatuaggi, rivelando effetti negativi sul sistema immunitario e la necessità di ulteriori ricerche per la salute pubblica.

Un recente studio ha sollevato preoccupazioni riguardo alla tossicità dei pigmenti utilizzati nei tatuaggi, con particolare attenzione ai colori rossi e neri. Questa ricerca, pubblicata nel febbraio 2026, si concentra sugli effetti di tali inchiostri sul sistema immunitario, un argomento di crescente rilevanza considerando che in Europa occidentale il 13-21% della popolazione ha almeno un tatuaggio.

Il team di ricerca dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina (Irb), affiliato all’Università della Svizzera italiana, ha condotto un’analisi approfondita sulla migrazione dell’inchiostro nel corpo umano. Coordinato da Santiago F. González, lo studio è stato realizzato in collaborazione con dodici gruppi internazionali e si basa su sette anni di indagini. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’ (Pnas).

Analisi dei pigmenti

Il lavoro dell’Irb ha esaminato in particolare i pigmenti nero, rosso e verde, i più comunemente utilizzati nei tatuaggi. I ricercatori hanno scoperto che, dopo l’applicazione, l’inchiostro si disperde rapidamente attraverso il sistema linfatico, accumulandosi in grandi quantità nei linfonodi in poche ore. Questo processo attiva le cellule immunitarie, note come macrofagi, che tentano di catturare i pigmenti. Tuttavia, questa reazione innesca una risposta infiammatoria che si sviluppa in due fasi: una fase acuta, che dura circa due giorni, e una fase cronica, che può protrarsi per anni.

La ricerca ha evidenziato che i macrofagi non riescono a degradare l’inchiostro, il che porta alla loro morte, specialmente in presenza di pigmenti rossi e neri. Questo fenomeno suggerisce che tali colori possano essere più tossici rispetto ad altri. Il ciclo di accumulo di pigmento e morte cellulare nei linfonodi potrebbe compromettere la risposta immunitaria, aumentando la vulnerabilità a infezioni e, in rari casi, a specifici tumori del sangue.

Implicazioni per la salute

L’infettivologo Matteo Bassetti ha commentato i risultati dello studio attraverso un video su Instagram, sottolineando che “queste non sono opinioni, ma i risultati di uno studio“. I ricercatori svizzeri avvertono che è necessario condurre ulteriori ricerche per approfondire la comprensione di questi fenomeni, evidenziando l’importanza di monitorare gli effetti a lungo termine dei tatuaggi sulla salute.

La crescente popolarità dei tatuaggi rende fondamentale comprendere i potenziali rischi associati all’uso di determinati pigmenti. Con una percentuale significativa della popolazione europea tatuata, è essenziale che i consumatori siano informati sui possibili effetti collaterali e sulle implicazioni per la salute che possono derivare dall’uso di inchiostri tossici. La comunità scientifica continua a lavorare per garantire che le informazioni sui rischi siano diffuse e comprese, promuovendo una maggiore consapevolezza tra i consumatori e i professionisti del settore.

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