Sono trascorsi dieci anni dal devastante terremoto che ha colpito il Centro Italia, con epicentro tra Accumoli e Amatrice, nella provincia di Rieti. In questo anniversario significativo, l’Adnkronos Salute ha raccolto quattro testimonianze di professionisti che hanno vissuto in prima persona quei momenti drammatici, evidenziando le necessità ancora insoddisfatte riguardo all’assistenza sanitaria nel territorio.
Il racconto di Gianluca Chiodini
Gianluca Chiodini, referente per le maxiemergenze presso l’Agenzia regionale emergenza urgenza della Lombardia, ricorda vividamente il 24 agosto 2016, un giorno che ha segnato profondamente la sua vita professionale. “Accendi la televisione, è successo un disastro“, così inizia il suo racconto. La scossa principale è avvenuta alle 3.36 del mattino, e Chiodini ricevette la chiamata dal direttore generale di Areu, Alberto Zoli, circa venti minuti dopo. “Alle 6 del mattino si attivò l’unità di crisi regionale”, spiega, descrivendo l’organizzazione e il reclutamento del personale. Il team lombardo partì il giorno successivo, il 25 agosto, per effettuare una ricognizione. “Amatrice non esisteva più”, afferma con tristezza. Il paese era ridotto a macerie, con solo il campanile rimasto in piedi.
Chiodini ricorda il caldo torrido e la polvere che avvolgeva il sito. L’anno 2016 era stato cruciale per Areu, che aveva appena certificato la prima squadra Usar (Urban Search and Rescue) in Italia. “La missione ad Amatrice è stata fondamentale per definire un metodo di intervento che abbiamo adattato in situazioni successive”, continua, sottolineando l’importanza di quell’esperienza per le emergenze future.
Il contributo della Croce Rossa Italiana
Rosario Valastro, presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, condivide la sua esperienza vissuta durante il sisma. “Le immagini di distruzione furono terribili, riaprendo le ferite del terremoto dell’Aquila“, afferma. Valastro sottolinea l’importanza della preparazione e della formazione per affrontare le emergenze. “Ad Amatrice, i nostri volontari sono stati fondamentali per fornire informazioni essenziali ai soccorritori“, spiega, evidenziando il ruolo cruciale delle piccole sedi locali.
Durante l’emergenza, la Croce Rossa ha mobilitato circa 1.500 veicoli e oltre 4.200 volontari. “I volontari dei luoghi colpiti sono sempre i più preziosi”, afferma Valastro, sottolineando come la loro presenza faccia la differenza nel garantire aiuti tempestivi. La Croce Rossa è stata tra i primi a rispondere e tra gli ultimi a lasciare, continuando a soddisfare le necessità della popolazione anche dopo la fase emergenziale.
Il ruolo dei medici di Rieti
Enrico Tittoni, presidente dell’Ordine dei medici di Rieti, ricorda il pesante lavoro svolto dai medici di medicina generale nei giorni successivi al terremoto. “La situazione era drammatica, e il nostro obiettivo era quello di ripristinare un minimo di vita normale ad Amatrice“, racconta. Anche se Tittoni non era presidente all’epoca, il suo predecessore organizzò rapidamente l’attività medica. “Tutti gli Ordini d’Italia si unirono per fornire un’unità mobile sanitaria”, spiega, evidenziando la solidarietà tra i professionisti.
Dieci anni dopo, Tittoni avverte che la situazione della medicina generale ad Amatrice è ancora precaria. “La ricostruzione è ancora in corso, e i medici operano in centri temporanei”, afferma. Nel 2021 è stato inaugurato un auditorium della Croce Rossa per mantenere viva l’attenzione su Amatrice, ma il nuovo ospedale, costruito sulle macerie del precedente, non è ancora operativo.
La testimonianza di Pierluigi Cortellini
Pierluigi Cortellini, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Rieti, ricorda la devastazione di Amatrice e l’immediata attivazione per ripristinare il servizio farmaceutico. “Le farmacie erano completamente crollate”, afferma, descrivendo le difficoltà nel garantire l’accesso ai farmaci. Cortellini e il suo team hanno lavorato intensamente per riaprire le farmacie in un contesto di caos e distruzione.
Grazie alla solidarietà di colleghi volontari, sono riusciti a garantire il servizio necessario alla popolazione. “Le farmacie di Amatrice sono state ricollocate in un centro commerciale prefabbricato“, conclude Cortellini, evidenziando come questo sia diventato un punto di riferimento per la comunità. La ricostruzione continua, ma l’impegno di tutti i professionisti coinvolti rimane fondamentale per il futuro della zona.
