Tumore al seno, D’Antona di Europa Donna: “Importanza del test genomico per terapie mirate”

L’incontro di Milano evidenzia l’importanza dei test genomici per migliorare la diagnosi e ridurre le chemioterapie non necessarie nel trattamento del tumore al seno.

Il 9 settembre 2026, a Milano, si è tenuto un incontro stampa intitolato “Tumore al seno, i primi due anni di attività dell’Osservatorio nazionale sui test genomici”, organizzato da Abbott. Durante l’evento, la presidente di Europa Donna Italia, Rosanna D’Antona, ha sottolineato l’importanza di integrare i test genomici nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Questo passo è considerato fondamentale per garantire che tutte le donne abbiano accesso a strumenti diagnostici efficaci e per ridurre il numero di trattamenti chemioterapici non necessari.

Il ruolo dei test genomici nella diagnosi

Rosanna D’Antona ha evidenziato come, in passato, il 30% delle donne sottoposte a chemioterapia non avessero realmente bisogno di questo trattamento. Oggi, grazie ai test genomici, è possibile individuare con maggiore precisione le pazienti che necessitano di chemioterapia. “Una volta eseguito il test, il patologo stabilisce se il trattamento è necessario o meno”, ha dichiarato la presidente. Questa innovazione ha portato a una drastica riduzione delle chemioterapie non necessarie, migliorando la qualità della vita delle pazienti e ottimizzando le risorse sanitarie.

D’Antona ha anche spiegato che il movimento di Europa Donna ha avviato una campagna di sensibilizzazione per informare le donne sui vantaggi dei test genomici. “La prima fase è stata di informazione: abbiamo aggiornato tutte le associazioni affiliate a Europa Donna sui benefici di questi test”, ha aggiunto. Questo lavoro di sensibilizzazione è stato accompagnato da una collaborazione con clinici e società scientifiche, mirata a garantire il finanziamento necessario per i test genomici attraverso un fondo di 20 milioni di euro, istituito dalla legge di Bilancio 2020-2021.

Monitoraggio e sviluppo delle risorse regionali

La presidente ha anche discusso del monitoraggio delle Regioni che hanno mostrato difficoltà nell’utilizzare le risorse disponibili per i test genomici. “Abbiamo riscontrato che le problematiche erano spesso di natura burocratica”, ha affermato D’Antona. Questo ha portato a un impegno costante da parte di Europa Donna per assistere le Regioni in difficoltà, garantendo che le risorse destinate ai test venissero utilizzate in modo efficace.

D’Antona ha sottolineato l’importanza di un approccio coordinato per garantire che tutte le donne, indipendentemente dalla loro posizione geografica, possano accedere ai test genomici. “Monitorare l’implementazione di queste risorse è vitale per assicurare che il fondo venga utilizzato correttamente e che le pazienti ricevano il supporto necessario”, ha dichiarato.

Prospettive future per i test genomici

Concludendo il suo intervento, Rosanna D’Antona ha ribadito l’importanza di inserire i test genomici nei Lea. “In questo modo non ci sarà più bisogno di discutere della disponibilità residua dei fondi, e tutte le donne potranno accedere al test in maniera molto più agevole”, ha affermato. Questo passo rappresenterebbe un significativo progresso nella lotta contro il tumore al seno, garantendo un futuro migliore per le pazienti e un sistema sanitario più efficiente.

L’incontro di Milano ha messo in luce non solo i risultati ottenuti finora, ma anche le sfide future da affrontare per garantire che ogni donna abbia accesso a cure di qualità e a diagnosi tempestive.

Condivi su: