Tumore al seno: Longo di Tor Vergata annuncia un successo del 99% con ricostruzione autologica

La ricostruzione del seno al Policlinico Tor Vergata: interventi rapidi e innovativi con tecnica autologa, migliorando sicurezza e qualità della vita per le pazienti post-mastectomia.

ROMA – La ricostruzione del seno dopo un intervento di mastectomia sta vivendo una significativa evoluzione grazie all’Unità di Chirurgia Plastica del Policlinico Tor Vergata di Roma. Questa struttura ha implementato con successo la tecnica di ricostruzione mammaria autologa con lembo DIEP, abbinata ai protocolli ERAS, consentendo alle pazienti di tornare a casa entro 24 ore dall’intervento. Questo approccio non solo riduce i tempi di degenza, ma migliora anche la sicurezza e la qualità della vita delle donne che affrontano questa delicata fase del loro percorso oncologico. Ogni anno, il centro esegue tra i 70 e i 90 interventi di questo tipo, posizionandosi tra i leader nazionali nel settore.

Risultati e riconoscimenti

Recenti dati pubblicati sul Journal of Plastic, Reconstructive & Aesthetic Surgery evidenziano come il Policlinico Tor Vergata si collochi tra i primi cinque centri al mondo per rapidità di recupero e dimissione delle pazienti. La chiave di questo successo risiede in una tecnica microchirurgica altamente specializzata e in un’organizzazione efficiente che coinvolge chirurghi e anestesisti. L’obiettivo è quello di ricostruire un seno “vivo”, evitando l’utilizzo di protesi e garantendo un recupero sempre più veloce. La Dire ha avuto l’opportunità di intervistare il professor Benedetto Longo, direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell’Università di Roma Tor Vergata e autore dello studio.

Approccio innovativo alla chirurgia

Il professor Longo spiega che il cambiamento di paradigma nella ricostruzione del seno non riguarda solo la procedura chirurgica, ma l’intero percorso di cura. Ogni fase è stata analizzata e ottimizzata, trasformando l’intervento in un’operazione di “one night surgery”. Questo significa che le pazienti possono essere operate, rimanere in ospedale per una sola notte e tornare a casa il giorno successivo. Questo approccio porta vantaggi significativi sia dal punto di vista biologico che psicologico, poiché riduce lo stress associato al ricovero ospedaliero.

Riduzione dei tempi di intervento

La riduzione dei tempi di intervento e la dimissione entro 24 ore è il risultato di un attento studio multidisciplinare. Il team del Policlinico ha collaborato con neuropsicologi, anestesisti e infermieri per migliorare ogni aspetto del percorso chirurgico. Le pazienti vengono preparate fin dalla prima visita, coinvolgendo anche i caregiver. L’ottimizzazione della fase anestesiologica e una chirurgia organizzata in equipe multiple sono elementi chiave per garantire un intervento efficace e tempestivo.

Vantaggi della ricostruzione autologa

Un punto cruciale è il confronto tra la ricostruzione con tessuto autologo e l’uso di protesi. Le protesi, infatti, hanno una durata media di circa sette anni e possono richiedere sostituzioni frequenti, mentre la ricostruzione con tessuto autologo offre un risultato più stabile e duraturo. Sebbene questa procedura richieda competenze chirurgiche avanzate, il risultato finale è destinato a durare nel tempo, rappresentando un vantaggio significativo per le pazienti.

Prospettive future nella chirurgia ricostruttiva

Guardando al futuro, il Policlinico Tor Vergata punta a ottimizzare ulteriormente il percorso di cura, valutando la possibilità di dimettere alcune pazienti nella stessa giornata dell’intervento. Tuttavia, la sicurezza rimane la priorità assoluta. Il professor Longo conclude sottolineando che il benessere delle pazienti è fondamentale e che un modello di cura che riduce i tempi di ricovero può anche portare benefici economici al Servizio sanitario nazionale, senza compromettere la qualità del trattamento.

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