Il 9 settembre 2026, Corrado Tinterri, professore di Chirurgia generale presso l’Humanitas University e responsabile dell’Unità Operativa di Senologia all’Humanitas Cancer Center di Rozzano, ha rilasciato dichiarazioni significative durante un incontro stampa a Milano. L’evento, intitolato “Tumore al seno, i primi due anni di attività dell’Osservatorio nazionale sui test genomici“, è stato organizzato da Abbott e ha messo in luce l’importanza dei test genomici nella gestione dei tumori al seno.
La necessità di test genomici
Tinterri ha spiegato che l’esecuzione di un test genomico direttamente sulla biopsia potrebbe portare a risultati significativi, permettendo di evitare interventi chirurgici invasivi. Secondo il professore, questo approccio consentirebbe di ottenere i benefici di un trattamento chemioterapico preventivo senza la necessità di ricorrere a procedure chirurgiche più aggressive. Tuttavia, ha sottolineato che attualmente l’assenza di rimborsabilità per questo tipo di esame rappresenta un ostacolo significativo alla sua applicazione.
Il contesto clinico attuale
Durante il suo intervento, Tinterri ha evidenziato come la maggior parte delle pazienti con tumori della mammella non riceva mai un trattamento chemioterapico pre-operatorio. Questo porta a situazioni in cui, in presenza di neoplasie localmente avanzate o di coinvolgimento linfonodale, le pazienti devono subire interventi chirurgici estesi. In molti casi, successivamente si scopre che la chemioterapia sarebbe stata un’opzione terapeutica valida. La mancanza di un test genomico accessibile e rimborsato impedisce quindi una gestione più efficace della malattia.
Prospettive future in Italia
Il professore ha anche accennato a studi in corso in diversi Paesi europei, dove l’uso di test genomici è già consolidato nella pratica clinica. Tinterri ha annunciato l’intenzione di avviare uno studio in Italia per confermare la fattibilità e l’efficacia dell’uso del test genomico su biopsie, con l’obiettivo di ottenere risultati promettenti. Questo rappresenterebbe un passo importante verso una gestione più personalizzata e meno invasiva dei tumori al seno, migliorando così la qualità della vita delle pazienti e potenzialmente riducendo i costi associati a interventi chirurgici complessi.
L’incontro ha messo in evidenza l’urgenza di affrontare le questioni legate alla rimborsabilità dei test genomici, affinché possano diventare parte integrante delle strategie terapeutiche per il trattamento dei tumori al seno in Italia.
